Valentina Di Paola

Il fegato grasso è associato a rischio di morte per diverse malattie

(24 Marzo 2025)

Roma – Le persone affette da steatosi epatica, una condizione comunemente nota come fegato grasso, sono associate a un tasso di mortalità quasi doppio rispetto alla popolazione generale. Lo evidenzia uno studio, pubblicato sul The Journal of Hepatology, condotto dagli scienziati del Karolinska Institutet. Il team, guidato da Axel Wester, ha identificato tutti i pazienti svedesi a cui è stata diagnosticata la steatosi epatica associata a disfunzione metabolica, o MASLD, tra il 2002 e il 2020. Questa condizione, che si verifica in circa una persona su quattro a livello mondiale, è causata da sovrappeso o obesità, ed è caratterizzata da un accumulo eccessivo di grasso nel fegato, che può provocare danni e tumori all’organo. “Molte persone non sono a conoscenza di avere la steatosi epatica – afferma Wester – perché raramente causa sintomi nelle fasi iniziali. Il nostro lavoro evidenzia che chi ha ricevuto una diagnosi per questa problematica è associato a un rischio di decesso per molte malattie diverse, non solo del fegato”. Nell’ambito dell’indagine, i ricercatori hanno considerato le informazioni di oltre 13mila pazienti. All’interno della coorte, riportano gli scienziati, il rischio di decesso era circa due volte superiore rispetto al resto della popolazione. Nello specifico, le probabilità di morire a causa di malattie e tumori epatici erano 27 e 35 volte più elevate. Le cause di morte più comuni erano malattie cardiovascolari e cancro non epatico, con tassi rispettivamente del 54 e del 47 per cento più alti. “È importante non concentrarci solo sul fegato quando trattiamo pazienti con steatosi epatica – conclude Hannes Hagström, del Karolinska University Hospital – un approccio olistico e un intervento precoce che coinvolga diverse specialità mediche possono essere cruciali per migliorare la prognosi di questi pazienti”.(30Science.com)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).