Valentina Di Paola

Guardare la natura può ridurre il dolore percepito

(14 Marzo 2025)

Roma –  Osservare la natura e può contribuire ad alleviare il dolore, riducendo l’attività cerebrale legata alla percezione della sofferenza fisica. Questo curioso risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, condotto dagli scienziati dell’Università di Vienna e dell’Università di Exeter. Il team, guidato da Max Steininger, ha monitorato l’attività cerebrale di 49 partecipanti austriaci, osservando le loro reazioni a una stimolazione dolorosa. I risultati, commentano gli esperti, offrono una base promettente per nuovi tipi di trattamenti non farmacologici del dolore. I volontari sono stati sottoposti a una serie di piccole scosse elettriche, e hanno riferito il livello di dolore che percepivano mentre guardavano video con soggetti diversi. Stando a quanto emerge dall’indagine, gli individui provavano meno dolore quando venivano proiettati filmati che raffiguravano scene naturali. L’associazione è stata confermata dall’imaging cerebrale. In effetti, durante la visione di questi video, le risposte cerebrali specifiche associate all’elaborazione del dolore cambiavano. I ricercatori hanno utilizzato l’apprendimento automatico avanzato per analizzare le reti cerebrali correlate all’elaborazione del dolore. Il team ha scoperto che i segnali sensoriali grezzi che il cervello riceve quando qualcosa fa male si riducevano quando si guardava una scena naturale virtuale di alta qualità, attentamente progettata. “Abbiamo dimostrato – riporta Steininger – che il benessere legato alla natura non è solo un effetto placebo, ma dipende da una serie di reazioni cerebrali”. Sebbene l’effetto dei medicinali fosse due volte più efficace, riportano gli esperti, l’utilizzo di approcci non farmacologici per il trattamento del dolore potrebbe contribuire a migliorare il benessere dei pazienti in diversi contesti. “I nostri risultati – conclude Alex Smalley, dell’Università di Exeter – evidenziano l’importanza di proteggere ambienti naturali sani e funzionanti, incoraggiando tutti a trascorrere del tempo nella natura a beneficio sia del pianeta che delle persone”. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).