Roma – Un farmaco anti-amiloide sperimentale, somministrato molti anni prima dell’insorgenza dei sintomi dell’Alzheimer, si è dimostrato efficace nel ritardare il declino cognitivo. Lo rivela uno studio clinico internazionale diretto da Randall J. Bateman, Charles F. e Joanne Knight Distinguished Professor of Neurology alla Washington University School of Medicine di St. Louis, pubblicato su The Lancet Neurology. I partecipanti allo studio erano portatori di mutazioni genetiche che causano la malattia di Alzheimer a esordio precoce. Tra coloro che hanno ricevuto il trattamento per un periodo medio di otto anni, il rischio di sviluppare sintomi è stato ridotto dal 100% al 50%. Lo studio, condotto dalla Knight Family Dominantly Inherited Alzheimer Network-Trials Unit, DIAN-TU, ha coinvolto 73 persone con mutazioni genetiche ereditarie responsabili della sovrapproduzione di amiloide nel cervello. I risultati supportano l’ipotesi amiloide, secondo cui l’accumulo di placche amiloidi è il primo passo verso la demenza e la loro rimozione potrebbe prevenire i sintomi. Tuttavia, gli effetti significativi sono stati osservati solo nei partecipanti trattati più a lungo e senza sintomi iniziali. Il farmaco sperimentale utilizzato nello studio, chiamatp gantenerumab, prodotto da Roche/Genentech, ha mostrato un profilo di sicurezza simile ad altri studi clinici, sebbene dosi elevate abbiano aumentato il rischio di effetti collaterali noti come ARIA, anomalie di imaging correlate all’amiloide. Lo studio è stato interrotto nel 2023 dopo che Roche ha deciso di sospendere lo sviluppo del farmaco. Questi risultati preliminari aprono nuove prospettive per la prevenzione della malattia di Alzheimer, suggerendo che trattamenti precoci potrebbero offrire anni di vita sana alle persone a rischio. I ricercatori stanno ora valutando altri farmaci anti-amiloide per confermare e ampliare queste scoperte.(30Science.com)

Lucrezia Parpaglioni
Farmaco anti-amiloide previene l’Alzheimer
(20 Marzo 2025)

Lucrezia Parpaglioni
Sono nata nel 1992. Sono laureata in Media Comunicazione digitale e Giornalismo presso l'Università Sapienza di Roma. Durante il mio percorso di studi ho svolto un'attività di tirocinio presso l'ufficio stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Qui ho potuto confrontarmi con il mondo della scienza fatto di prove, scoperte e ricercatori. E devo ammettere che la cosa mi è piaciuta. D'altronde era prevedibile che chi ha da sempre come idolo Margherita Hack e Sheldon Cooper come spirito guida si appassionasse a questa realtà. Da qui la mia voglia di scrivere di scienza, di fare divulgazione e perché no? Dimostrare che la scienza può essere anche divertente.