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Efficace nei topi un antivirale contro l’aviaria

(17 Marzo 2025)

Roma – L’antivirale baloxavir, progettato per contrastare gli esiti dell’influenza A e B, già approvato dalla Food and Drugs Administration nel 2018, si è dimostrato efficace come opzione di trattamento dell’influenza aviaria. A riportare i risultati della sperimentazione preclinica uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Microbiology, condotto dagli scienziati del St. Jude Children’s Research Hospital. Il team, guidato da Richard Webby, ha utilizzato un modello murino per confrontare l’efficacia delle opzioni di trattamento esistenti con un altro antivirale. Il virus altamente patogeno H5N1, comunemente noto come influenza aviaria, è stato rilevato in 68 esseri umani negli Stati Uniti a partire da febbraio 2025. La maggior parte delle infezioni si è verificata a seguito di contatto diretto con animali infetti. L’attuale terapia standard prevede la somministrazione dell’antivirale oseltamivir, che ostacola la diffusione del virus nell’organismo. Tuttavia, l’efficacia di questi trattamenti negli esseri umani non è chiara a causa della gravità della malattia, che ha impedito studi sull’uomo. Il gruppo di ricerca ha utilizzato un modello murino con H5N1 per valutare le differenze tra il baloxavir e oseltamivir, considerando anche diverse modalità di infezione. I topolini sono stati trattati con oseltamivir due volte al giorno per cinque giorni o con una singola dose di baloxavir. Stando a quanto emerge dall’indagine, gli esemplari a cui era stato somministrato baloxavir erano associati a tassi di sopravvivenza del 25, 75 e 100 per cento rispettivamente in caso di contagio tramite bocca, naso e occhi. Le cifre per gli animali che invece avevano ricevuto l’oseltamivir erano 25, 40 e 63 per cento. La ridotta efficacia degli antivirali nei modelli infettati tramite bocca, commentano gli esperti, potrebbe dipendere dalla capacità del virus di diffondersi più rapidamente attraverso il tratto gastrointestinale. Saranno necessari ulteriori approfondimenti, concludono gli autori, ma il baloxavir potrebbe essere preso in considerazione, in aggiunta all’oseltamivir, per il potenziale trattamento delle infezioni gravi da H5N1 negli esseri umani. (30Science.com)

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