Lucrezia Parpaglioni

Al via la sperimentazione di un vaccino per la febbre di Lassa

(18 Marzo 2025)

Roma – Un nuovo candidato vaccino promette di prevenire la febbre di Lassa, una malattia emorragica virale potenzialmente grave, caratterizzata inizialmente da febbre e malessere, seguiti da sintomi gastrointestinali e, nei casi gravi, da shock e insufficienza sistemica multiorgano. A farlo uno studio clinico sponsorizzato dal National Institutes of Health, NIH, che ha iniziato ad arruolare partecipanti presso la University of Maryland School of Medicine di Baltimora. La febbre di Lassa può essere fatale e causa la perdita permanente dell’udito in un terzo dei soggetti che la contraggono. Il virus di Lassa è diffuso da roditori, noti come ratti multimammati, originari di molti paesi dell’Africa occidentale. Il virus può anche essere trasmesso da persona a persona. Attualmente, non esistono trattamenti farmacologici o vaccini specifici per la febbre di Lassa. Il National Institute of Allergy and Infectious Diseases, NIAID, del NIH sta sponsorizzando lo studio di fase 1.  “Il vaccino candidato testato in questa sperimentazione è stato sviluppato da un gruppo di ricerca supportato dal NIH presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia”, ha affermato Jeanne Marrazzo, direttrice del NIAID, MD, MPH “Il passaggio di questo candidato dal laboratorio a una sperimentazione clinica sull’uomo è un passo promettente verso un vaccino per prevenire la febbre di Lassa”, ha continuato Marrazzo.  La sperimentazione intende arruolare fino a 55 adulti sani di età compresa tra 18 e 50 anni per testare la sicurezza e l’immunogenicità di tre diverse concentrazioni del candidato vaccino. I partecipanti riceveranno due iniezioni, somministrate a 28 giorni di distanza, del candidato vaccino o di un vaccino antirabbico autorizzato dalla Food and Drug Administration che sarà impiegatp cpme controllo. In una ricerca pubblicata nel 2024, Matthias Schnell, e i colleghi della Thomas Jefferson University hanno testato il vaccino sperimentale, noto come LASSARAB, su primati non umani. I risultati hanno mostrato l’efficacia di due dosi del vaccino, somministrate a 28 giorni di distanza, per tutti gli animali immunizzati che erano stati esposti a grandi e letali quantità di virus Lassa, sei settimane dopo la seconda inoculazione. LASSARAB si basa su un vaccino antirabbico indebolito che viene successivamente inattivato per creare il candidato vaccino. Il vaccino sperimentale viene quindi modificato in modo che esprima tutte le proteine ​​antirabbiche presenti nel vaccino antirabbico inattivato insieme a una proteina di superficie del virus Lassa, chiamata complesso precursore glicoproteico, GPC. Se LASSARAB si dimostrasse sicuro e suscitasse una buona risposta immunitaria sia alle proteine ​​antirabbiche che al GPC Lassa, potrebbe essere utilizzato per prevenire la malattia in attesa di ulteriori test in sperimentazioni cliniche e successiva approvazione da parte della FDA. (30Science.com)

Lucrezia Parpaglioni
Sono nata nel 1992. Sono laureata in Media Comunicazione digitale e Giornalismo presso l'Università Sapienza di Roma. Durante il mio percorso di studi ho svolto un'attività di tirocinio presso l'ufficio stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Qui ho potuto confrontarmi con il mondo della scienza fatto di prove, scoperte e ricercatori. E devo ammettere che la cosa mi è piaciuta. D'altronde era prevedibile che chi ha da sempre come idolo Margherita Hack e Sheldon Cooper come spirito guida si appassionasse a questa realtà. Da qui la mia voglia di scrivere di scienza, di fare divulgazione e perché no? Dimostrare che la scienza può essere anche divertente.