Roma – Esisterebbe una possibile relazione tra l’orologio dell’apocalisse, i modelli di mortalità e salute mentale negli Stati Uniti, secondo quanto suggerisce uno studio del Mass General Brigham del Massachusetts, Stati Uniti, pubblicato su The Bulletin of the Atomic Scientists. L’orologio dell’apocalisse, noto come Doomsday Clock, è un misuratore ideato nel 1947 dal Bulletin of the Atomic Scientists (BAS) per calcolare il pericolo di un’ipotetica fine del mondo cui l’umanità è sottoposta simboleggiato appunto dalla mezzanotte. Lo studio sembra rilevare che più l’orologio dell’apocalisse si avvicina alla mezzanotte, più alti sono i tassi di mortalità specifici per malattia di Alzheimer, suicidio, lesioni involontarie, disturbi correlati all’alcol e alle sostanze ma che al contrario mano a mano che le lancette avanzano verso lo scadere della mezzanotte diminuirebbero i tassi di mortalità per neoplasie maligne, HIV e diabete mellito. Mentre in precedenza le prime iterazioni dell’orologio si concentravano quasi esclusivamente sui pericoli delle armi nucleari, negli ultimi decenni il BAS ha anche iniziato a considerare altri pericoli esistenziali in evoluzione, tra cui il cambiamento climatico, la tecnologia dirompente e i rischi informatici, nonché la volatilità politica. Questo studio per la prima volta esplora la potenziale connessione tra l’orologio dell’apocalisse, la salute e la mortalità, utilizzando i dati pubblicati dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani e del progetto Global Burden of Disease dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME 2023) dell’Università di Washington e apre alla possibilità di ulteriori valutazioni sull’impatto che potrebbe essere generato dai determinanti sociali della salute (SDOH) sul benessere delle persone, che a loro volta potrebbero condizionare eventi di più vasta portata. I risultati dello studio sembrano indicare che ai periodi di maggiore rischio per la società, si associano anche le variazioni nella mortalità e nella salute e che indicatori socio-politici come appunto l’orologio dell’apocalisse potrebbero essere utili per valutare aspetti e determinanti sociali della salute a livello macro. “Il benessere e il funzionamento di individui, società, nazioni, affari internazionali, la nostra specie e il nostro pianeta sono interconnessi”, afferma l’autore David Silbersweig, presidente emerito del Dipartimento di psichiatria del BWH. “Ulteriori studi possono indagare le complesse interazioni multidirezionali in modo da affrontare sfide su larga scala e informare le politiche”.(30Science.com)