Roma – Sarebbero più di 16 milioni gli anni di vita senza disabilità persi dal 2020 al 2022 a causa della pandemia di COVID-19. È il calcolo drammatico di uno studio dell’Imperial College di Londra, Regno Unito, pubblicato su open-access PLOS Medicine, che ha monitorato tramite un modello computazionale in 289 milioni di adulti in 18 paesi europei, di età pari o superiore a 35 anni, le recenti tendenze di morbilità, riferite ad esempio a malattie cardiovascolari (cardiache) e demenza, disabilità e la mortalità nel periodo 2020-2022. La conoscenza degli impatti diretti e indiretti dovuti a un evento rappresenta uno strumento importante per l’impostazione di adeguate politiche e l’allocazione delle risorse, ma le implicazioni al momento non sono ancora del tutti note. Lo studio ha calcolato che in totale, sono stati perso oltre 16,8 milioni di anni (95% UI 12,0-21,8 milioni) senza disabilità a causa della pandemia nel tra il 2020 e il 2022, circa 2,3 milioni nel Regno Unito e in Germania, 3,2 milioni in Spagna, 2,5 milioni in Polonia, 1,8 milioni in Italia e 1,1 milioni in Francia Se la pandemia fosse stata evitata, oltre la metà degli anni di vita persi sarebbero stati vissuti senza disabilità e in modo indipendente anche tra le persone di età superiore agli 80 anni. Degli anni di vita persi, circa 3,6-5,3 milioni sono dovuti a cause di morte diverse da COVID-19 e correlano all’impatto indiretto della pandemia sulla mortalità. I decessi legati a COVID-19 sono diminuiti dopo il 2021 a seguito della vaccinazione, a fronte delle morti non legati al COVID-19 che hanno continuato ad aumentare nella maggior parte dei paesi. Lo studio inoltre fa osservare che gli anni di vita persi senza disabilità differivano notevolmente tra i paesi, con perdita pro capite maggiori nei paesi con un prodotto interno lordo inferiore. “I risultati del nostro studio suggeriscono che la pandemia ha peggiorato le disuguaglianze socioeconomiche nella mortalità prematura tra i paesi e ha ampliato le differenze di genere nell’aspettativa di vita”, affermano gli autori. “Evidenziano inoltre l’impatto a lungo termine della pandemia, oltre i decessi per COVID-19, tra queste, la perdita di vite umane in continuo aumento per altre cause, probabilmente derivanti da interruzioni nell’assistenza sanitaria. La sostanziale perdita di anni di vita, di cui più della metà avrebbe potuto essere stata vissuta senza disabilità, sottolinea la necessità di programmi di contrasto alla pandemia che potrebbero impattare positivamente sulla salute pubblica nel breve e lungo termine” (30Science.com)