Roma – Grazie a una nuova scoperta sulla genetica dell’ulivo sarà possibile sviluppare innovative strategie per proteggere questa pianta fondamentale delle nostre colture dagli effetti del cambiamento climatico. E’ quanto emerge da uno studio guidato dall’Università di Montpellier e pubblicato su Horticulture Research. Gli ulivi sono altamente sensibili ai cambiamenti di temperatura, che possono alterare significativamente i loro modelli di fioritura. Gli inverni più caldi possono ritardare la fioritura, mentre le primavere insolitamente calde possono innescare una fioritura prematura, aumentando il rischio di danni da gelo e interrompendo i cicli di impollinazione. Con il cambiamento climatico che amplifica queste sfide, la produzione di olive e i mezzi di sostentamento di milioni di persone che dipendono da essa affrontano una crescente incertezza. Comprendere la base genetica del periodo di fioritura è quindi diventato un imperativo scientifico per garantire la futura stabilità della coltivazione dell’olivo. Utilizzando studi di associazione genomica (GWAS) su 318 diversi genotipi di ulivo, il team ha individuato tre loci significativi associati al periodo di fioritura, aprendo la strada a strategie di allevamento volte a migliorare l’adattabilità climatica degli ulivi. La ricerca si è concentrata sulla data di piena fioritura (FFD), una fase fenologica critica strettamente legata alle fluttuazioni di temperatura. Sfruttando il sequenziamento di cattura, gli scienziati hanno analizzato i dati genetici della Worldwide Olive Germplasm Bank di Marrakech, Marocco, scoprendo tre robusti loci genetici sui cromosomi 01 e 04 che rappresentano rispettivamente il 7,1 per cento, il 6,2 per cento e il 6,5 per cento della varianza del periodo di fioritura. Nonostante i loro modesti effetti individuali, questi loci suggeriscono una regolazione poligenica della fioritura, in linea con risultati simili in altre colture di frutta perenni. Inoltre, i ricercatori hanno identificato tre distinti cluster genetici all’interno del germoplasma dell’olivo, corrispondenti alle regioni mediterranee orientali, centrali e occidentali, ciascuna delle quali esibisce comportamenti di fioritura unici. Questa struttura genetica geografica fornisce un quadro cruciale per gli sforzi di allevamento mirati. “I nostri risultati evidenziano l’intricato controllo genetico del periodo di fioritura negli ulivi e sottolineano il potenziale degli strumenti genomici nell’allevamento per l’adattamento climatico”, ha affermato il dott. Bouchab Khadari, uno dei principali ricercatori dello studio. “Questa ricerca segna un passo importante verso lo sviluppo di varietà di olivo in grado di resistere alle sfide di un clima mutevole”. (30Science.com)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla
Dalla genetica una speranza per l’ulivo nella lotta al climate change
(27 Marzo 2025)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla