Roma – Alcuni aromi di nicotina possono causare dipendenza in modo più profondo rispetto ad altri. Lo suggerisce uno studio, pubblicato sulla rivista Nicotine & Tobacco Research, condotto dagli scienziati della Yale School of Medicine. Il team, guidato da Deniz Bagdas, ha utilizzato un modello murino per valutare le conseguenze di vari aromi di nicotina. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, riportano gli autori, il consumo di tabacco rimane una delle principali minacce per la salute globale, con 1,3 miliardi di consumatori di tabacco e 8 milioni di decessi annuali ad esso correlati. Dalla sigaretta tradizionale alla versione elettronica, fino ai prodotti masticabili alla nicotina, le opzioni per i consumatori sono varie e diversificate. Le vendite di bustine di nicotina negli Stati Uniti, ad esempio, sono aumentate di oltre il 600 per cento tra il 2019 e il 2022. Un recente sondaggio nazionale ha rivelato che i giovani prediligono l’uso delle bustine aromatizzate, e, sebbene i diversi “gusti” non influenzino in modo significativo l’assorbimento della nicotina, il livello di soddisfazione dell’utente e le probabilità di riacquisto giocano un ruolo centrale. Nell’ambito dell’indagine, i ricercatori hanno utilizzato un modello murino per analizzare gli effetti dei dolcificanti saccarosio e saccarina e dell’aromatizzante cinnamaldeide, contenuta nella cannella. Gli animali sono stati esposti a varie soluzioni di acqua aromatizzata e arricchita di nicotina. Gli scienziati hanno notato che i topolini maschi e femmine preferivano significativamente saccarosio e saccarina rispetto alla cinnamaldeide. Quando avevano la possibilità di scegliere, gli esemplari tendevano a orientarsi verso la saccarina. Tra le diverse soluzioni, le femmine hanno mostrato la più alta preferenza per la nicotina quando combinata con il saccarosio, mentre i maschi hanno preferito la nicotina combinata con la cannella. Questi risultati suggeriscono che i dolcificanti possono svolgere un ruolo maggiore nella preferenza per la nicotina per le femmine, mentre gli aromi sono più influenti per i maschi. Anche l’aroma al mentolo portava a un’assunzione di nicotina maggiore per i topi maschi, ma non influenzava il comportamento delle controparti femminili. “Comprendere il ruolo dei dolcificanti e degli aromi – conclude Bagdas – nell’attrattiva dei prodotti orali a base di nicotina può informare le politiche normative e le strategie di riduzione del danno”. (30Science.com)
Valentina Di Paola
La nicotina non è tutta uguale in termini di dipendenza
(18 Marzo 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).