Valentina Di Paola

Tumori: la remissione a 18 anni dopo terapia CAR-T è possibile

(17 Febbraio 2025)

Roma -Un paziente ha ottenuto oltre 18 anni di remissione dal neuroblastoma, un tipo di cancro delle cellule nervose, in seguito al trattamento con terapia con cellule T con recettore antigenico chimerico (CAR) e senza richiedere ulteriori trattamenti. A descrivere questo incoraggiante risultato uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, condotto dagli scienziati del Baylor College of Medicine di Houston. Il team, guidato da Helen Heslop, ha riportato i dati di follow-up di uno studio clinico di fase 1, durante il quale sono stati coinvolti 19 bambini con neuroblastoma. Il caso, sostengono gli autori, potrebbe rappresentare la remissione più lunga segnalata in un paziente oncologico trattato con la terapia CAR-T, un approccio che modifica i globuli bianchi del paziente. Questo approccio, spiegano gli autori, istruisce le cellule del sistema immunitario a riconoscere e uccidere le cellule tumorali. Il neuroblastoma è una forma di neoplasia che si verifica generalmente nei bambini, ed è associato ad alti tassi di recidiva. I piccoli partecipanti sono stati trattati tra il 2004 e il 2009. 12 pazienti sono deceduti tra due mesi e sette anni dopo il trattamento. Un bimbo ha mostrato una remissione di oltre 18 anni, senza ricevere ulteriori trattamenti. Gli scienziati sostengono che le cellule CAR-T dello studio rappresentano una versione meno moderna delle tecniche attuali, che includono molecole co-stimolatorie. Nel complesso, concludono gli autori, questi risultati suggeriscono che le cellule CAR-T hanno il potenziale per fornire benefici a lungo termine ai pazienti con tumori solidi e forniscono anche approfondimenti biologici sul comportamento delle cellule CAR-T che potrebbero costituire la base per analisi future. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).