Roma – 400 anni fa le precipitazioni nella penisola arabica erano cinque volte più estreme delle attuali, e il prossimo futuro potrebbe vedere un ritorno di questi eventi meteo estremi mettendo a rischio le città che stanno sorgendo o si stanno espandendo nella regione. È quanto emerge da un nuovo studio guidato dall’ University of California Santa Cruz e pubblicato su Science Advances. Utilizzando un veicolo azionato a distanza (ROV) il team di ricerca ha estratto carote di sedimenti da una piscina di salamoia in acque profonde nel Golfo di Aqaba. Hanno scoperto che gli ultimi 2000 anni in Arabia sono stati molto più umidi: la regione un tempo era una savana vegetata e circa 200 anni fa le precipitazioni erano il doppio di quelle attuali. Il Medio Oriente è considerato un hotspot climatico, con inondazioni improvvise in aumento intervallate da siccità estreme. La variabilità delle precipitazioni del tardo Olocene, emersa dallo studio, evidenzia la necessità di una migliore preparazione alle inondazioni improvvise e alla siccità e l’urgenza di una comprensione delle tendenze idroclimatiche future man mano che il Medio Oriente si urbanizza rapidamente. “Mentre importanti progetti di sviluppo urbano come quello di NEOM in Arabia Saudita continuano a rimodellare il panorama della regione – ha affermato l’autore principale Sam Purkis -queste scoperte sottolineano la necessità critica di una maggiore resilienza climatica e di una maggiore preparazione ai disastri per affrontare la crescente minaccia di eventi meteorologici estremi”.(30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla
Penisola arabica, le grandi città rischiano di essere colpite da eventi meteo estremi
(24 Febbraio 2025)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla