Valentina Di Paola

Ripristinare habitat fa bene alla fauna africana e all’umanità

(18 Febbraio 2025)

Roma –  Il ripristino degli habitat nelle praterie africane apporterebbe benefici tangibili per gli esseri umani e la fauna selvatica. Lo evidenzia uno studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Environmental Science, condotto dagli scienziati di Conservation International. Il team, guidato da Camila Donatti e Maureen Mwanzia, ha condotto 1.567 indagini sulle famiglie in quattro siti attorno alle aree di ripristino tra settembre 2022 e ottobre 2023. È stata valutata la probabilità dei partecipanti di essere stati coinvolti in conflitti e contrasti, ma anche la loro strategie di protezione. In tutto il Kenya, spiegano gli esperti, le praterie sostengono la vita delle persone, così come quella di animali come elefanti, giraffe e iene. La crisi climatica, però, sta prosciugando gli habitat, costringendo persone e animali a competere per le risorse esistenti, aumentando i conflitti sul territorio. “Il ripristino delle praterie – sostiene Donatti – sta giocando un ruolo nella riduzione degli scontri tra uomo e fauna selvatica, ma anche delle competizioni tra comunità. Le praterie mantengono il 60 per cento del bestiame prodotto in Kenya e sostengono il 70 per cento di tutta la fauna selvatica che si trova al di fuori delle aree protette”. La siccità, continuano gli autori, secca le praterie, riducendo la quantità di cibo e acqua disponibili e aumentando la competizione per le risorse rimanenti. In particolare, secondo l’analisi, l’89 per cento delle famiglie a Chyulu Hills ha sperimentato conflitti con la fauna selvatica, mentre il 32 per cento ha vissuto contrasti sociali. Questa zona è particolarmente vulnerabile alla crisi climatica e si prevede che sperimenterà siccità più lunghe e sempre più gravi nei prossimi 30 anni. “Le praterie – aggiunge Mwanzia – sostiene una ricca biodiversità. Oltre alle loro funzioni ecologiche, le praterie hanno un significato culturale e offrono opportunità turistiche e ricreative, rendendo la loro protezione e il loro ripristino essenziali per il benessere sia ambientale che umano”. L’analisi ha rivelato un numero notevolmente elevato di attacchi non letali da parte della fauna selvatica. Le specie più frequentemente coinvolte in questi episodi erano elefanti, giraffe, leoni, iene e bufali. “Abbiamo scoperto – riporta Donatti – che i livelli di conflitto tra esseri umani e fauna selvatica erano più alti nella stagione delle piogge, probabilmente perché i predatori hanno difficoltà a trovare prede e ricorrono alla caccia del bestiame, mentre gli erbivori sono tentati dai raccolti maturi. Maggiore era l’area di prateria ripristinata localmente, minore era il rischio di conflitto”. “Dobbiamo continuare a monitorare questi eventi – conclude Mwanzia – per comprendere i modelli a lungo termine. È inoltre importante precisare che i sondaggi sulle famiglie non sono rappresentativi delle misure di ritorsione sulla fauna selvatica, che potrebbero necessitare metodologie diverse. Saranno inoltre necessari ulteriori approfondimenti per affrontare i conflitti tra uomo e fauna selvatica, incorporando approcci sensibili al genere che considerino le sfide uniche affrontate da uomini e donne nelle aree di prateria”. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).