Valentina Di Paola

I pesci sanno riconoscere i sub

(19 Febbraio 2025)

Roma –  I pesciolini selvatici riescono a identificare le persone che svolgono attività subacquee e portano loro del cibo. Questo curioso risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Biology Letters, condotto dagli scienziati del Max Planck Institute of Animal Behavior (MPI-AB) in Germania e dell’Università di Clermont Auvergne, in Francia. Il team, guidato da Maëlan Tomasek, ha analizzato la capacità degli animali di individuare i sub e riconoscere determinate persone. Per anni, spiegano gli esperti, i subacquei che conducevano ricerche in una stazione del Mar Mediterraneo hanno riferito che i pesci, dopo qualche giorno, li seguivano e rubavano il cibo che veniva utilizzato come ricompensa sperimentale.

Curiosamente, gli animali sembravano in grado di riconoscere la persona che trasportava il cibo, concentrandosi sui suoi movimenti e ignorando i colleghi. In questo lavoro, il gruppo di ricerca ha condotto una serie di esperimenti per verificare questa ipotesi. “Finora – afferma Tomasek – nessuno si è mai chiesto se i pesci selvatici siano in grado di riconoscerci quando entriamo nel loro mondo sottomarino. I nostri esperimenti hanno dimostrato che i pesci sono in grado di riconoscere gli esseri umani e di seguire le persone quando sanno che li ricompenseranno”. Questa scoperta avvalora la teoria che i pesci possano avere relazioni differenziate con esseri umani specifici. Durante la prima fase sperimentale, i ricercatori hanno valutato la capacità degli animali di seguire un singolo subacqueo. Katinka Soller, altra firma dell’articolo, indossava inizialmente colori sgargianti e riconoscibili. Con il passare dei giorni, ha iniziato a rimuovere ogni elemento di riconoscimento. Tra le decine di specie di pesci che popolano la stazione marina, due specie di orate hanno mostrato curiosità e socievolezza nei confronti della ricercatrice. Dopo 12 giorni di addestramento, circa 20 pesci seguivano Soller in modo affidabile durante le nuotate di allenamento e lei riusciva a riconoscere i singoli animali dai tratti fisici. Successivamente, gli scienziati si sono immersi in coppia per poi nuotare in direzioni diverse. Solo Soller, però, nutriva i pesciolini, e nei giorni successivi il numero di esemplari che la seguivano è aumentato notevolmente. L’ultimo giorno, Soller e Tomasek hanno ripetuto l’esperimento, indossando la stessa attrezzatura subacquea, e i pesci non sono stati in grado di distinguerle. “Quasi tutti i pesci – spiega Tomasek – sono in grado di vedere i colori, per cui non sorprende che riescano a riconoscerci in base a ciò indossiamo. Questo studio corrobora molti resoconti aneddotici di animali, tra cui i pesci, che riconoscono gli esseri umani”. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).