Valentina Di Paola

I pesci pagliaccio portano il cibo ai propri anemoni

(26 Febbraio 2025)

Roma – I pesci pagliaccio forniscono attivamente del cibo agli anemoni che li ospitano, instaurando una nota relazione di tipo simbiontico, non solo negli ambienti controllati, ma anche in natura. Lo dimostra uno studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, condotto dagli scienziati della Graduate School of Science della Osaka Metropolitan University. Il team, guidato da Yuya Kobayashi e Satoshi Awata, ha analizzato il comportamento dei pesci pagliaccio, scientificamente noti come Amphiprioninae. La curiosa relazione che si instaura tra i pesciolini e gli anemoni, porta benefici a entrambe le specie, che ricavano protezione e foraggiamento dalla cooperazione. I pesci pagliaccio, in effetti, durante le sperimentazioni tendevano a condividere le ricompense alimentari fornite dai ricercatori umani con i loro compagni anemoni, ma non era chiaro se questo tratto fosse ugualmente presente negli ambienti naturali. Nell’ambito dell’indagine, i ricercatori hanno notato degli esemplari di Amphiprioninae portare cibo ai loro anemoni, ad esempio attaccando vongole ai tentacoli dei loro ospiti o lasciando loro gli avanzi dei propri banchetti. “Questa cooperazione – afferma Kobayashi – aumenta il tasso di crescita degli anemoni di mare. In alcuni casi, il numero di uova deposte dai pesci varia a seconda delle dimensioni dell’anemone”. “Comprendere correttamente il comportamento simbiontico degli animali – conclude Awata – non solo porterà allo sviluppo dell’ecologia, della biologia e di altri campi di ricerca, ma fornirà anche metodi appropriati per la protezione e la conservazione degli animali che sono sull’orlo dell’estinzione”.(30Science.com)

 

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).