Roma – I mercanti della Via della Seta potrebbero aver introdotto i gatti in Cina 1400 anni fa, secondo la più grande analisi sulle ossa di questo felino realizzata nel Paese, condotta dal Smithsonian Institution’s National Museum of Natural History, pubblicata su bioRxiv, che indicherebbe questi animali domestici esotici come fra i più ricercati. Sebbene i gatti si siano largamente diffusi dopo essere stati addomesticati dai gatti selvatici in Medio Oriente migliaia di anni fa, la loro provenienza dall’Asia orientale restava incerta. L’attuale studio sembra datare l’arrivo dei gatti domestici in Cina intorno al 600 d.C., centinaia di anni dopo essere approdati in Europa, portati dai mercanti occidentali, viaggiando lungo la famosa Via della Seta. Ad oggi sono l’animale domestico più popolare nella Cina urbana. La tesi, in epoca ancora recente, era che i gatti fossero stati addomesticati nella stessa Cina, ma sarebbe confutata dai risultati di reperti ossei recuperati nel 2013, a Quanhucun, un villaggio agricolo di 5000 anni fa nel centro del paese, che sembrano attribuirne l’appartenenza a piccoli felini che vivevano in stretta vicinanza agli umani. Lo dinostrerbbe ad esempio un campione di denti consumati suggerendo che l’animale fosse vissuto fino a tarda età e ben accudito. “Questi gatti probabilmente non erano addomesticati, ma potrebbero essere stati sulla soglia della domesticazione”, ha dichiarato Melinda Zeder, archeologa al Smithsonian Institution’s National Museum of Natural History. Inoltre, lo studio in dicherebbe che non fossero imparentati con nessuno dei gatti moderni (Felis catus), ma che si siano evoluti dal gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica) in Medio Oriente, mentre i felini di Quanhucun sembrerebbero derivare da gatti leopardo (Prionailurus bengalensis), gatti selvatici delle dimensioni di gatti domestici con vistose macchie nere e mantelli color sabbia. Per capire come i gatti domestici siano arrivati in Cina, i ricercatori hanno raccolto 22 ossa di gatto da tutto il paese, tra cui una dal sito di Quanhucun. L’insieme dei campioni, che datano dal 3500 a.C. a solo un paio di centinaia di anni fa, fanno parte dei più antichi resti felini conosciuti in Cina. Quattordici delle ossa appartengono a gatti domestici, secondo l’analisi del DNA, mentre tutti sembrano condividere una comune firma genetica a livello dei mitocondri, nota come clade IV-B. La firma è rara nell’Eurasia occidentale, mentre sembra costituire una corrispondenza genetica per gli antichi resti di un gatto domestico trovati nella città altomedievale di Dzhankent in Kazakistan, vissuto tra il 775 e il 940 d.C. Si tratterebbe del gatto domestico più antico mai trovato sulla Via della Seta, le rotte commerciali che collegavano l’Europa occidentale alla Cina orientale. Mentre il gatto domestico più antico nei campioni cinesi, dissotterrato a Tongwancheng, un’antica città nella Cina nordoccidentale e un importante snodo lungo la Via della Seta, sembra risalire all’incirca allo stesso periodo e dai tratti il più geneticamente simili al gatto di Dzhankent. Tali informazioni suggeriscono dunque che i gatti arrivarono in Cina tramite la Via della Seta, e questa ad oggi è la teoria più accreditata. Altre informazioni derivano dal sul DNA nucleare sulle ossa cinesi più antiche che sembrerebbe rivelare appartenessero a un gatto maschio con pelo corto e una lunga coda, probabilmente di colore bianco puro o un soriano con macchie bianche, caratteristiche che lo avrebbero reso un animale domestico esotico e di lusso, spesso elogiato nelle corti reali: pare che la principessa Qionghua, vissuta all’inizio del X secolo, avesse due gatti con macchie bianche, che aveva chiamato Xianchan Nu e Kunlun Daji. Ancora oggi, i gatti cinesi hanno più pelliccia bianca rispetto alle loro controparti altrove nel mondo, un fenomeno potrebbe essere dovuto al ruolo particolare che il colore occupa nella cultura cinese. Il commercio della Via della Seta con la Cina raggiunse il suo apice solo intorno al 600 d.C. circa e ciò fa dubitare che i gatti domestici possano essere arrivati nel paese prima di questa data. Infine, per quanto riguarda la relazione di amicizia fra i cinesi e i gatti leopardo, i campioni analizzati, compreso sette esemplari della specie, suggeriscono che smisero di vivere con gli umani intorno al 150 d.C. Anche la dinastia Han orientale terminò in questo periodo, segnando un periodo caotico in cui la guerra e il cambiamento climatico avrebbero portato a un forte declino delle terre coltivabili e degli insediamenti umani cinesi, pertanto qualsiasi gatto leopardo che vivesse con l’uomo potrebbe essersi ritirato in un ambiente naturale. Oggi, i gatti leopardo vivono con gli umani solo come Bengala, una razza creata negli anni ’60 incrociando la specie con i gatti domestici.(30Science.com)