Roma – In un mondo immaginario popolato da sole margherite, un piccolo cambiamento potrebbe causare una serie di effetti a catena che porterebbero al collasso dell’ecosistema. Questo, in estrema sintesi, è quanto emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Chaos, dell’American Institute of Physics Publishing, condotto dagli scienziati dell’Università di Cambridge e dell’University College Cork. Il team, guidato da Constantin Arnscheidt, ha considerato i dati di un ecosistema modello, Daisyworld, che prevede un mondo popolato da margherite di due sfumature. Le margherite chiare, spiegano gli esperti, riflettono la luce del sole, raffreddando il pianeta, mentre quelle più scure assorbono la luce, aumentando le temperature medie. In questo sistema armonico, le due tipologie di fiori si bilanciano regolando la temperatura del pianeta. Eppure, rivelano gli scienziati, un semplice cambiamento potrebbe portare al collasso dell’intero ecosistema. L’ipotetico pianeta di Daisyworld, spiegano gli autori, è stato teorizzato come esperimento mentale negli anni ’80, per aiutare gli scienziati a capire come gli organismi possano contribuire aiutare a regolare l’ambiente in cui si trovano. In questo lavoro, gli autori lo hanno utilizzato per analizzare l’idea dei punti di non ritorno ecologici, oltre i quali un ecosistema è destinato al collasso. “Se si verificano cambiamenti troppo rapidi – afferma Arnscheidt – l’ecosistema potrebbe avviarsi verso il declino anche se queste alterazioni sono piuttosto limitate. Questo meccanismo è espresso dal concetto chiamato ‘ribaltamento indotto dalla velocità’. In sostanza, se il sistema si modifica abbastanza rapidamente, il collasso può innescarsi anche se i cambiamenti sono di bassa entità”. Utilizzando la modellazione matematica, gli autori hanno scoperto che il ribaltamento indotto dalla velocità può verificarsi anche a Daisyworld. Se il pianeta si riscalda o si raffredda troppo rapidamente, porterebbe all’estinzione di tutte le margherite. Ciò rispecchia le osservazioni emerse da altri modelli. “È stato dimostrato – sottolinea Arnscheidt – che il ribaltamento indotto dalla velocità è rilevante in sempre più sistemi, in particolare in quelli complessi come quelli delle scienze della Terra e dell’ecologia. Questo fenomeno potrebbe essere piuttosto rilevante anche per l’umanità nel prossimo futuro”. “Comprendere il ribaltamento indotto dalla velocità – conclude – è fondamentale, perché queste condizioni di collasso sono meno evidenti, ma altrettanto mortali. Senza un quadro chiaro di come questi ecosistemi rispondono ai rapidi cambiamenti ambientali, potremmo inconsapevolmente condannare molto più di un pianeta di ipotetiche margherite. Il fatto che il ribaltamento indotto dalla velocità sia emerso in un modello classico, semplice e ben studiato come Daisyworld suggerisce che queste dinamiche potrebbero interessare anche molte altre situazioni”. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Cambiamenti climatici, anche un mondo di margherite sarebbe a rischio
(18 Febbraio 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).