Roma – Il sistema immunitario dei neonati intercetta ed elimina le cellule morenti, innescando la produzione di lipidi bioattivi e riducendo il rischio di cicatrici a seguito di un danno cardiaco, mentre in età adulta tali episodi possono lasciare cicatrici importanti. A descrivere queste differenze e le loro possibili implicazioni uno studio, pubblicato sulla rivista Immunity, condotto dagli scienziati della Northwestern Medicine. Il team, guidato da Connor Lantz, ha utilizzato diversi modelli animali per comprendere le distinzioni fondamentali nel modo in cui il sistema immunitario guida la guarigione in base all’età. I risultati, commentano gli esperti, aprono le porte allo sviluppo di trattamenti che potrebbero migliorare la ripresa a seguito di eventi cardiovascolari importanti. A seguito di un infarto, spiegano gli autori, la maggior parte degli organismi adulti non riesce a rigenerare il tessuto cardiaco, il che porta all’accumulo di tessuto cicatriziale, e, in molti casi, all’insufficienza cardiaca. “Capire le dinamiche per cui i neonati sono in grado di rigenerare il cuore a seguito di un danno cardiaco – afferma Lantz – rappresenta la base per la definizione di terapie in grado di riprogrammare i macrofagi adulti”. Nei bambini molto piccoli, riportano gli scienziati, i macrofagi eseguono un processo chiamato efferocitosi, attraverso il quale riconoscono e inglobano le cellule morenti. Ciò innesca la produzione di un lipide bioattivo chiamato trombossano, che segnala alle cellule del muscolo cardiaco vicine di dividersi e consente al cuore di rigenerare il muscolo cardiaco. Negli adulti, i macrofagi producono molto meno trombossano, portando a un segnale di riparazione più debole. Utilizzando un modello murino, i ricercatori hanno scoperto che, bloccando il recettore MerTK, che riconosce le cellule morenti, gli esemplari appena nati perdevano la capacità di rigenerazione. “Imitando gli effetti del trombossano – conclude Lantz – potremmo migliorare la riparazione dei tessuti a seguito di un infarto. Saranno necessari ulteriori approfondimenti per avvalorare le nostre ipotesi e individuare possibili terapie”. (30Science.com)
Valentina Di Paola
Salute: scoperto come il cuore dei bambini guarisce senza cicatrici
(12 Febbraio 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).