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L’integrazione di melatonina può compensare i danni al DNA associati al lavoro notturno

(26 Febbraio 2025)

Roma – L’integrazione di melatonina può aiutare l’organismo a riparare i danni al DNA in persone che svolgono un lavoro notturno, poco esposte alla luce solare, cui si lega la produzione della stessa melatonina. Sono alcuni risultati, molto preliminari, emersi da un piccolo studio clinico condotto dalla Canadian Cancer Society e dal Canadian Institutes of Health Research-Institute of Cancer Research in collaborazione con il Cancer Research Society (Canada) e la BC Cancer Foundation, pubblicato sulla rivista online Occupational & Environmental Medicine, ma che giustificherebbero l’avvio di studi più ampi sul potenziale impatto dell’integrazione della melatonina a lungo termine. La normale produzione notturna di melatonina, ormone dell’orologio biologico che modula anche l’alternanza tra il sonno e la veglia oltre a molte altre funzioni, viene soppressa nei lavoratori notturni. Ciò compromette la capacità del corpo di riparare i danni ossidativi al DNA, il sottoprodotto dei normali processi cellulari, esponendo questa categoria di lavoratori a un maggior rischio per alcuni tipi di cancro. Obiettivo di questo studio era dunque quello di indagare se l’integrazione di melatonina, assunta durante il giorno, potesse agire in parte su questo danno, migliorando le capacità riparative del DNA. I ricercatori hanno pertanto arruolato 40 lavoratori notturni che sono stati suddivisi in modo casuale in due gruppi: uno, circa la metà, destinato a ricevere una pillola giornaliera di melatonina da 3 mg da assumere durante il giorno insieme al cibo e un’ora prima di andare a dormire per 4 settimane consecutive, l’altra metà invece una pillola fittizia (placebo) da 3 mg secondo lo stesso programma. Tutti i partecipanti hanno lavorato almeno due turni di notte consecutivi ogni settimana, per almeno 7 ore a notte e per almeno 6 mesi. Nessuno aveva disturbi del sonno o condizioni croniche. Inoltre, nel corso dello studio sono stati raccolti campioni di urina in specifici momenti: durante il secondo dei due successivi periodi di sonno diurno e di turno di notte, all’inizio della sperimentazione e al termine delle 4 settimane. I partecipanti sono stati anche dotati di tracker di attività per misurare le ore di sonno durante il giorno, mentre i livelli di 8-OHdG, un indicatore della capacità di riparazione dei danni al DNA, sono stati misurati nelle urine raccolte durante i periodi di sonno diurno e il successivo turno di notte. È stato osservato che i livelli urinari di 8-OH-dG erano più alti dell’80% durante il sonno diurno, suggerendo quindi una migliore riparazione tra coloro che assumevano l’integratore di melatonina rispetto a coloro che assumevano la pillola fittizia. Tuttavia non è emersa alcuna differenza significativa nei livelli urinari di 8-OH-dG durante il turno di notte successivo. Lo studio presenta tuttavia diversi limiti: innanzitutto la ridotta popolazione su cui è stato condotto, la tipologia di partecipanti, esclusivamente dei sanitari, facendo ipotizzare che questi risultati possano non essere applicabili anche al resto della popolazione o a tutte le professioni notturne. Mancano infine informazioni sull’esposizione alla luce naturale, che influisce sui livelli circolanti di melatonina. “L’aumento del danno ossidativo al DNA dovuto alla ridotta capacità di riparazione del DNA stesso, è un meccanismo che può contribuire allo sviluppo dei tumori fra i lavori notturni. Il nostro studio randomizzato controllato con placebo ha suggerito che l’integrazione di melatonina può migliorare il processo riparativo tra questa categoria di lavoratori”. In attesa che vengano condotti studi su larga scala e sull’esame delle dosi variabili di integratori di melatonina ottimali e sugli effetti a lungo termine, i ricercatori invitano a considerare questa opzione come una strategia di intervento per ridurre il peso del cancro tra i lavoratori di turno di notte, anche in ottica di prevenzione.(30Science.com)

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