Roma – Intensità e durata: sono questi i fattori più importanti associati al rischio di mortalità degli anziani per il calore. A rivelarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, condotto dagli scienziati della Università Renmin della Cina e dell’Università di Pechino. Il team, guidato da Xin Yao, ha raccolto i dati raccolti nell’ambito del Chinese Longitudinal Healthy Longevity Survey (CLHLS), che comprendeva le informazioni di 27.233 cittadini di almeno 65 anni. Gli anziani, spiegano gli esperti, sono più vulnerabili alle ondate di calore, specialmente se sono intense e durature. Nell’ambito dell’indagine, i ricercatori hanno presentato quattro diverse metriche per il rischio di mortalità associato alle temperature più elevate. Secondo il lavoro, il genere il reddito e le variabili socioeconomiche possono influenzare il rischio di decesso, che però dipende da molte variabili. I ricercatori hanno analizzato i dati sulle medie delle temperature registrate dal 2004 al 2018, per poi sviluppare metriche relative a temperatura e umidità. I modelli suggerivano che il rischio di decesso in generale dipendeva da obesità, livello di reddito, alimentazione, luogo di residenza, genere ed età. Ad esempio, le donne erano più vulnerabili degli uomini e le persone con redditi meno elevati erano più suscettibili rispetto ai più abbienti. Nello specifico, però, i picchi di decessi si verificavano in corrispondenza dei periodi caratterizzati da livelli di calore più intensi e duraturi. “Il nostro lavoro – scrivono gli autori – evidenzia la necessità di sviluppare e adottare misure di mitigazione mirate, specialmente nei luoghi in cui le sfide dell’invecchiamento della popolazione sono riconosciute come particolarmente acute”. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Le ondate di calore uccidono per intensità e durata
(6 Febbraio 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).