Valentina Di Paola

I fratelli di chi ha avuto un’infanzia difficile sono più a rischio di problemi mentali

(4 Febbraio 2025)

Roma –  I bambini nati in famiglie in cui il primogenito ha avuto esperienze avverse nei primi mille giorni di vita hanno un rischio del 71 per cento di sviluppare problemi di salute mentale. Questo allarmante risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista The Lancet Public Health, condotto dagli scienziati dell’University College di Londra. Il team, guidato da Shabeer Syede e Ruth Gilbert, ha analizzato le cartelle cliniche di 333.048 neomamme e dei loro 534.904 figli, nati in Inghilterra tra il 2002 e il 2018. I ricercatori si sono concentrati su sei forme diverse di esperienze avverse nei primogeniti: maltrattamenti, violenza, madri associate ad abuso di sostanze stupefacenti o problemi di salute mentali, ambienti difficili e manifestazioni ad alto rischio di maltrattamenti su minori. Stando a quanto emerge dall’indagine, il 37,1 per cento dei primogeniti era associato a un’esperienza infantile avversa, le più comuni delle quali erano problemi di salute mentale materna (21,6 per cento) e ambienti familiari negativi (14,5 per cento). Stando a quanto emerge dall’indagine, le madri i cui primogeniti avevano sperimentato esperienze negative avevano un rischio più elevato di generare altri figli con problemi di salute mentale rispetto ai casi in cui i fratelli più grandi non avevano avuto difficoltà nei primi mille giorni di vita. Questi risultati, commentano gli autori, evidenziano il rischio pervasivo che le avversità precoci possono provocare all’interno delle famiglie, e l’importanza di identificare precocemente queste situazioni, in modo da fornire un sostegno continuo nei casi più vulnerabili. “Il nostro lavoro – osserva Syed – rivela un rischio a cascata per la salute, che si estende oltre il semplice individuo, incidendo anche sulla salute dei fratelli più giovani”. “I risultati – aggiunge Jessica Deighton, collega e coautrice di Syed – indicano che, quando incontriamo bambini che affrontano sfide significative, come abusi domestici, maltrattamenti o povertà, dobbiamo espandere l’attenzione anche ai loro fratelli. Saranno necessari ulteriori approfondimenti per valutare l’impatto delle visite mediche e del supporto alle cure primarie”. Gli scienziati precisano che la natura osservazionale del lavoro non permette di stabilire il nesso di causalità, ma piuttosto evidenzia una correlazione tra i due fattori. “Le equipe di medicina generale – conclude Gene Feder, altra firma dell’articolo – svolgono un ruolo fondamentale nell’identificare i primogeniti che hanno vissuto esperienze infantili avverse e nel supportare i neo-genitori per aiutarli a ridurre l’impatto delle esperienze infantili avverse sull’intera famiglia, compresi i figli successivi. Abbiamo urgente bidogno di ulteriori approfondimenti, per individuare gli interventi più efficaci”. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).