Roma – Il tempo trascorso davanti agli schermi potrebbe essere direttamente correlato al rischio di sviluppare miopia. A questo allarmante risultato giunge uno studio, pubblicato sul Journal of American Medical Association Network Open, condotto dagli scienziati della Jeju National University, della Chungnam National University, della Konyang University, del Seoul National University College of Medicine e del Trinity College di Dublino. Il team, guidato da Ahnul Ha, Yun Jeong Lee, Marvin Lee e Sung Ryul Shim, ha valutato una revisione sistematica e una meta-analisi su un set di dati provenienti da 45 studi, che coinvolgevano in totale di 335.524 partecipanti di età media pari a 9,3 anni. I risultati evidenziano una correlazione significativa tra l’aumento del tempo trascorso davanti agli schermi e la miopia. In particolare, le probabilità di sviluppare la problematica aumentano sensibilmente con un’esposizione agli schermi tra una e quattro ore al giorno, per poi crescere più lentamente. Un tempo inferiore ai 60 minuti giornalieri sembra presentare un rischio significativamente più basso. Queste informazioni, commentano gli scienziati, forniscono indicazioni utili per medici e ricercatori, ed evidenziano l’importanza di rivedere i modelli di esposizione agli schermi digitali per affrontare la crescente diffusione della miopia, che gli autori considerano una vera e propria “pandemia”. “Questi risultati – scrivono gli scienziati – evidenziano l’importanza di condurre ulteriori approfondimenti utilizzando misurazioni oggettive e seriali del tempo trascorso davanti agli schermi e della miopia, per definire in modo più preciso la relazione dose-risposta. Sarebbe interessante valutare le differenze tra i vari tipi di schermi digitali e il ruolo di altri fattori di rischio per la condizione visiva, come la genetica, l’ambiente e lo stile di vita”. (30Science.com)
Valentina Di Paola
Guardare troppo gli schermi aumenta il rischio di miopia
(21 Febbraio 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).