Roma – Nuotare in alcuni laghi con acqua ferma può causare infezioni da Legionella, un batterio associato a polmonite e altri problemi di salute. A lanciare l’allarme uno studio, pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, condotto dagli scienziati dell’Università del Manitoba. Il team, guidato da Ashley Bryson, ha descritto il caso di un paziente di 77 anni, che aveva nuotato in un lago naturale in Iowa. L’infezione da Legionella, spiegano gli esperti, rappresenta un pericolo per la salute pubblica a causa della sua capacità di diffondersi attraverso l’esposizione a specchi d’acqua naturali e bacini idrici artificiali. Chi nuota nelle acque ferme, aggiungono gli scienziati, deve essere consapevole dei rischi associati a questo patogeno. La legionellosi si manifesta con febbre, affaticamento, sintomi respiratori e talvolta diarrea. I batteri della Legionella prosperano nell’acqua calda e stagnante degli impianti idraulici, dei condizionatori d’aria, delle spa pubbliche e persino dei laghi e dei fiumi. La malattia può essere pericolosa in caso di età superiore ai 50 anni, storia di fumo, problemi cardiovascolari o renali cronici, diabete o sistema immunitario compromesso. Il paziente descritto nell’articolo aveva visitato l’Iowa due settimane prima di manifestare i primi sintomi. Dopo quattro giorni di debolezza, febbre, instabilità motoria e tosse, si è recato in pronto soccorso. “La legionellosi dovrebbe essere presa in seria condizione dal personale sanitario – concludono gli autori – specialmente nei casi in cui la polmonite non migliora con la terapia standard”. (30Science.com)
Valentina Di Paola
Alcuni laghi possono nascondere la Legionella
(18 Febbraio 2025)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).