Gianmarco Pondrano d'Altavilla

Citizen science permette di seguire gli squali tutto l’anno e difenderli meglio

(26 Febbraio 2025)

Roma – Grazie i dati raccolti da volontari è stato possibile ricostruire le attività di un anno intero degli squali in un dato ecosistema, colmando diversi buchi informativi, e offrendo nuove possibilità di conservazione per questi animali. E’ quanto emerge da un nuovo studio guidato dall’University of Sussex e pubblicato su PLOS One. Molti squali si spostano attraverso habitat diversi mentre seguono il cibo o cercano un compagno. Esaminare questi movimenti è fondamentale per comprendere la salute degli habitat oceanici e gli impatti dell’attività umana, ma è notoriamente difficile ottenere i dati a lungo termine necessari. Gli autori della nuova ricerca hanno utilizzato dati di citizen science sugli avvistamenti di squali forniti da subacquei professionisti che lavorano nel campo del turismo. Il set di dati si riferiva a oltre 5.300 avvistamenti di sei specie di squali, tra cui squali martello, squali tigre e squali toro, tra il 2013 e il 2019 in Sudafrica. I dati hanno rivelato che tutte e sei le specie andavano e venivano con le stagioni, sebbene seguissero ritmi diversificati, con avvistamenti di squali martello più frequenti in primavera e squali tigre più abbondanti in autunno, ad esempio. Il team ha anche identificato cambiamenti di anno in anno. Durante il periodo studiato, ad esempio, gli avvistamenti di squali martello sono aumentati; gli avvistamenti di squali tigre sono rimasti stabili e gli avvistamenti di squali toro e squali bruni sono diminuiti. In alcuni casi, è probabile che questi cambiamenti riflettano cambiamenti su larga scala nel comportamento o nella popolazione di queste specie. Queste informazioni su quali squali sono presenti in quali periodi sono molto preziose per pianificare le linee guida per la pesca o gli sforzi di conservazione durante tutto l’anno. Inoltre, questo studio dimostra il potenziale del turismo subacqueo come fonte di dati di citizen science. Gli autori hanno affermato: “Il nostro studio fornisce un ottimo esempio di come gli operatori delle immersioni con gli squali e gli scienziati, lavorando insieme, possano fornire importanti informazioni a lungo termine sulle dinamiche della popolazione degli squali, necessarie per la loro conservazione”.(30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla