Gianmarco Pondrano d'Altavilla

Smog mette a rischio di obesità i neonati

(16 Gennaio 2025)

Roma – L’esposizione all’inquinamento atmosferico durante i tre mesi precedenti la gravidanza aumenta significativamente le possibilità che i nascituri presentino fattori di rischio legati all’obesità. È quanto emerge da un nuovo studio guidato dall’University of Southern California (USC) e pubblicato su Environmental Research. Ricerche passate hanno collegato l’esposizione all’inquinamento atmosferico durante la gravidanza a un’ampia gamma di problemi di salute nei bambini, tra cui problemi respiratori e un rischio più elevato di malattie croniche come obesità e problemi cardiaci. Ma pochi studi si sono concentrati sul periodo preconcezionale, in genere definito come i tre mesi prima dell’inizio di una gravidanza. Le esposizioni ambientali durante questo lasso di tempo possono influenzare la salute di sperma e ovuli, che sono nelle fasi finali della crescita. Nel nuovo studio i ricercatori della Keck School of Medicine della USC , della Duke University e della Fudan University di Shanghai, in Cina, hanno studiato 5.834 coppie madre-bambino reclutate presso cliniche di maternità di Shanghai. Hanno scoperto che una maggiore esposizione a inquinamento da PM 2,5 , PM 10 e NO 2 (biossido di azoto) prima della gravidanza era collegata ad aumenti un indice di massa corporea (BMI) infantile più elevato e fattori di rischio correlati all’obesità fino a due anni di età dei bambini. “Questi risultati – ha affermato Jiawen Liao, PhD , ricercatore associato post-dottorato in scienze della popolazione e della salute pubblica presso la Keck School of Medicine e primo autore dello studio – implicano che i tre mesi prima del concepimento sono importanti e che le persone che intendono avere figli dovrebbero prendere in considerazione l’adozione di misure per ridurre l’esposizione all’inquinamento atmosferico per ridurre il rischio di obesità dei propri figli”. (30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla