Valentina Di Paola

Gli uccelli canori socializzano in volo quando migrano

(15 Gennaio 2025)

Roma – Le specie di uccelli canori interagiscono con i propri compagni di viaggio durante la migrazione, formando connessioni sociali e possibilmente chiacchierando amabilmente del percorso compiuto. Questo curioso risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Current Biology, condotto dagli scienziati dall’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign. Il team, guidato da Benjamin Van Doren, ha analizzato oltre 18.300 ore di registrazioni di vocalizzi emessi durante il volo migratorio. In particolare, i ricercatori hanno raccolto dati per tre anni, da 26 siti posizionati nell’America settentrionale orientale. “Non sappiamo cosa stiano comunicando – spiega Van Doren – ma gli uccelli potrebbero trasmettere informazioni sul viaggio o richiami per segnalare specie, genere ed età. Possiamo ipotizzare che questi suoni siano associati alla navigazione o alla ricerca di un habitat adatto alla sosta, ma sembra che gli uccelli si rivolgano ad altre specie durante il volo”. Lavori precedenti suggerivano che gli uccelli possono accoppiarsi con altre specie nei siti di sosta durante la migrazione, ma finora non c’erano prove che diversi lignaggi comunicassero verbalmente tra loro durante lo spostamento. “Dovremmo ripensare alla migrazione come un evento sociale – aggiunge l’esperto – negli ultimi anni, abbiamo documentato diverse prove dell’importanza delle informazioni legate a questo evento annuale. Il parametro della socialità sembra svolgere un ruolo centrale anche in caso di falchi o cicogne, che formano aggregazioni importanti durante gli spostamenti diurni”. Le registrazioni acustiche, riportano gli autori, rappresentano una finestra di osservazione importante sul flusso di animali durante le ondate migratorie. Nell’ambito dell’indagine, gli scienziati hanno utilizzato uno strumento di apprendimento automatico per analizzare le ore di registrazione, che riguardavano 27 specie. Dopo aver individuato i gruppi di appartenenza degli animali, il gruppo di ricerca ha valutato la frequenza con cui certi richiami si verificavano contemporaneamente nel tempo, testando intervalli di 15, 30 e 60 secondi. Indipendentemente dall’intervallo di tempo, sono emerse associazioni più forti tra le specie di quanto. I fattori più influenti erano la lunghezza delle ali e la somiglianza tra i richiami emessi. Gli autori precisano che il sottoinsieme considerato era piuttosto esiguo, specialmente considerando che alcuni degli uccelli canterini protagonisti dello studio non vocalizzano durante il volo. Gli scienziati sperano di proseguire con altre ricerche, e hanno in programma di installare piccoli microfoni su un gruppo di esemplari, per tracciare le conversazioni e gli scambi con i compagni di viaggio. “Comprendere le conseguenze e le dinamiche delle connessioni sociali tra le specie migratorie – conclude Van Doren – sarà importante per informare e gestire i rischi legati alla situazione che gli uccelli devono affrontare”. (30Science.com)

 

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).