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Scoperta rivoluzionaria: è il sistema immunitario a controllare i livelli di zucchero nel sangue

(16 Gennaio 2025)

Roma – Non solo scudo contro infezioni ed altre aggressioni esterne, il sistema immunitario sarebbe anche un efficace controllore dei livelli di zucchero nel sangue, secondo un nuovo studio della Champalimaud Foundation, in Portogallo, pubblicato oggi su Science. Nei periodi di bassa energia, come il digiuno intermittente o l’esercizio fisico, le cellule immunitarie interverrebbero nella regolazione dei livelli di zucchero nel sangue, fungendo da “postino” in una conversazione a tre vie precedentemente sconosciuta tra i sistemi nervoso, immunitario e ormonale. Scoperta che potrebbe aprire a nuovi approcci nel trattamento di diabete, obesità e cancro. “Stiamo iniziando a capire che il sistema immunitario fa molto di più che stimolare l’immunità e difendere l’organismo dalle infezioni” ha dichiarato Henrique Veiga-Fernandes, responsabile dell’Immunophysiology Lab presso la Champalimaud Foundation. Il glucosio, uno zucchero semplice, è il carburante principale per cervello e muscoli; mantenerne stabili i livelli è fondamentale per la sopravvivenza, soprattutto durante il digiuno o l’attività fisica prolungata, quando le richieste di energia sono elevate e l’assunzione di cibo è bassa. Tradizionalmente, la regolazione della glicemia è stata attribuita agli ormoni insulina e glucagone, entrambi prodotti dal pancreas dove l’insulina abbassa la glicemia favorendone l’assorbimento nelle cellule, mentre il glucagone la aumenta segnalando al fegato di rilasciare glucosio da fonti immagazzinate. “Alcune cellule immunitarie regolano l’assorbimento dei grassi dal cibo” aggiunge il ricercatore “e abbiamo dimostrato che le interazioni cervello-immunità aiutano a controllare il metabolismo dei grassi e l’obesità. Ciò fa pensare che il sistema nervoso e quello immunitario possano collaborare nella regolazione di altri processi chiave, come i livelli di zucchero nel sangue”. Per indagare questa tesi, i ricercatori hanno condotto esperimenti su topi geneticamente modificati, privi di specifiche cellule immunitarie, tra cui la ILC2, osservando che non riuscivano più a produrre glucagone a sufficienza, l’ormone che aumenta lo zucchero nel sangue, con una importante riduzione del glucosio nel sangue, tuttavia una volta ri-trapiantate le ILC2, lo zucchero tornava a livelli di normalità, confermando il loro ruolo nella stabilizzazione del glucosio quando l’energia è scarsa. Il fenomeno è stato dunque indagato per vedere se tutto dipendesse solo da intestino e pancreas; utilizzando metodi avanzati di marcatura cellulare, i ricercatori hanno etichettato le cellule ILC2 nell’intestino con un marcatore fosforescente, scoprendo che dopo il digiuno queste cellule migravano fino al pancreas. Giunte in questa sede, le ILC2 rilascerebbero citochine, piccoli messaggeri chimici che istruiscono le cellule pancreatiche a produrre l’ormone glucagone. L’aumento del glucagone segnalerebbe quindi al fegato di rilasciare glucosio. Bloccando queste citochine, si è osservata una riduzione di glucagone, dimostrando che queste cellule immunitarie sono essenziali per mantenere i livelli di zucchero nel sangue. La migrazione di massa delle cellule immunitarie tra l’intestino e il pancreas, anche in assenza di infezione, dimostrerebbe che oltre ad esser dei soldati contro infezioni e minacce, le cellule immunitarie sarebbero anche dei soccorritori di emergenza, intervenendo per fornire scorte di energia essenziali e mantenerne la stabilità nei momenti di bisogno. Regista di questa migrazione sarebbe il sistema nervoso: durante il digiuno, i neuroni nell’intestino collegati al cervello rilasciano segnali chimici che si legano alle cellule immunitarie, comandando così la liberazione nell’intestino prima di dirigersi verso un nuovo “codice postale”, nel pancreas, entro poche ore. Lo studio ha dimostrato che questi segnali nervosi modificano l’attività delle cellule immunitarie, sopprimendo i geni che le ancorano nell’intestino, consentendo così di potersi spostare laddove necessario. “È la prima prova di un complesso circuito neuroimmuno-ormonale”, osserva Veiga-Fernandes. “Mostra come i sistemi nervoso, immunitario e ormonale lavorano insieme per abilitare uno dei processi più essenziali del corpo: la produzione di glucosio quando l’energia è scarsa”. I topi condividono molti sistemi biologici fondamentali con gli esseri umani, suggerendo che questo dialogo inter-organo possa verificarsi anche nella nostra specie durante il digiuno o l’esercizio fisico. Ora va indagato il ruolo degli ILC2. Tali risultati e nuove conferme potrebbero aprire la via per studi e terapie innovative, anche contro il cancro. Ad esempio i tumori neuroendocrini del pancreas e il cancro al fegato possono dirottare i processi metabolici del corpo, utilizzando il glucagone per aumentare la produzione di glucosio e alimentare la loro crescita. Nel cancro al fegato avanzato, questo processo può portare a cachessia correlata, una condizione caratterizzata da grave perdita di peso e massa muscolare. E non ultimo impattare anche nel trattamento di diabete e obesità. “Il nostro obiettivo è capire se funziona, oppure no, questa comunicazione inter-organo, in caso di cancro, infiammazione cronica, stress elevato o obesità al fine di sviluppare o migliorare le terapie per i disturbi ormonali e metabolici”, ha concluso Veiga-Fernandes.(30Science.com)

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