Valentina Di Paola

Le cellule del cervello sono diverse per uomini e donne 2

(22 Gennaio 2025)

Roma – Alcune cellule cerebrali si comportano in modo diverso in base al genere sessuale, dimostrando reazioni diametralmente opposte agli stessi stimoli. Questo curioso risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Cell Reports, condotto dagli scienziati del Del Monte Institute for Neuroscience presso l’Università di Rochester. Il team, guidato da Ania Majewska, ha analizzato queste differenze di genere utilizzando un modello murino. Le cellule della microglia, spiegano gli esperti, si occupano della principale difesa immunitaria attiva nel sistema nervoso centrale. Questo gruppo di cellule è essenziale per mantenere la funzione neuronale, eliminando le tossine del cervello. Se però sono iperattive, esse possono danneggiare i neuroni e promuovere la progressione di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Sono note delle differenze legate al genere sessuale nel funzionamento della microglia durante lo sviluppo, ma si pensava che con l’età adulta queste distinzioni andassero scemando. “I nostri risultati – afferma Majewska – potrebbero avere ripercussioni su vari aspetti della salute”. Il PLX3397, o Pexidartinib, è un inibitore enzimatico comunemente utilizzato per rimuovere la microglia in laboratorio per aiutare i ricercatori a comprendere meglio il ruolo di queste cellule nella salute, nella funzione e nella malattia del cervello. Questo composto è inoltre utilizzato per trattare una rara malattia oncologica che causa la rapida crescita di tumori benigni nelle articolazioni. Stando a quanto emerge dall’indagine, il PLX3397 nei topi maschi bloccava il recettore che segnala la sopravvivenza della microglia, e impoveriva la microglia. Nelle controparti femminili, invece, l’inibitore promuoveva una strategia di segnalazione diversa, che ha portato a una maggiore sopravvivenza della microglia e a una minore deplezione. “Queste scoperte – commenta Majewska – sono cruciali nel campo in rapida crescita dello sviluppo di terapie modificatrici della malattia che prendono di mira la microglia. Non sappiamo ancora perché questo gruppo di cellule si comporti in modo diverso nei generi sessuali. Nei prossimi step, cercheremo di capire come la segnalazione attraverso questo recettore sia regolata in diverse condizioni, come cambiamenti ormonali, stato basale, infiammazioni o altre situazioni”.(30Science.com)

 

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).