Valentina Arcovio

Il modo in cui invecchia il cervello dipende dalla mamma

(22 Gennaio 2025)

Roma – L’invecchiamento del cervello potrebbe rientrare tra i fattori ereditati dal cromosoma X materno. Lo suggerisce uno studio, pubblicato sulla rivista Nature, condotto dagli scienziati dell’Università della California a San Francisco. Il team, guidato da Dena Dubal e Samira Abdulai-Saiku, ha utilizzato un modello murino geneticamente modificato per esprimere solo cromosomi X materni, o una combinazione di cromosomi di entrambi i genitori. Le donne, spiegano gli esperti, nascono con due cromosomi X e ne ereditano uno da ciascun genitore, ma in ogni cellula dell’organismo è necessaria una sola copia, per cui l’altra viene inattivata casualmente. Alcune cellule usano la versione della madre, mentre altre si affidano a quella paterna. I ricercatori hanno scoperto che quando le cellule cerebrali degli esemplari femminili esprimevano solo un cromosoma X materno, la memoria e le capacità cognitive si deterioravano più rapidamente rispetto ai topi in cui erano presenti sia quello materno che quello paterno. Questi risultati potrebbero spiegare la variazione nell’invecchiamento del cervello tra i sessi e anche le differenze individuali tra le donne. “Il nostro lavoro – spiega Dubal – potrebbe anche aiutarci a trovare strategie costruttive per rallentare l’invecchiamento cerebrale”. Le mutazioni nel cromosoma X sono spesso associate a disabilità intellettiva, e le donne nate con un solo cromosoma X, una condizione nota come sindrome di Turner, possono manifestare deficit cognitivi. “Abbiamo dimostrato – aggiungono gli autori – che il cervello di questi animali stava invecchiando più velocemente rispetto al cervello delle controparti geneticamente identiche con entrambi i cromosomi attivati. Le analisi approfondite ci hanno permesso di identificare alcuni geni completamente silenziati sui cromosomi X materni, ma non su quelli paterni”. La tecnologia di editing genetico CRISPR per attivare i geni silenziati sui cromosomi X portava a maggiori capacità cognitive. “Nel complesso – conclude Abdulai-Saiku – questi esperimenti ci hanno suggerito che l’origine parentale di un cromosoma X può avere un grande impatto sulla salute del cervello. Nei prossimi step, sarà interessante capire se queste tendenze associate all’invecchiamento dei geni possano essere invertite”. (30Science.com)

Valentina Arcovio