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ECDC, poliovirus nelle acque reflue in 4 paesi UE. Serve rafforzare vaccinazione di routine

(30 Gennaio 2025)

Roma – Tra settembre e dicembre 2024, quattro paesi dell’UE/SEE (Finlandia, Germania, Polonia, Spagna) e il Regno Unito hanno segnalato rilevamenti di poliovirus di tipo 2 derivato da vaccino (cVDPV2) circolante in campioni di acque reflue. Questa è la prima volta che il cVDPV2 è stato rilevato nei paesi dell’UE/SEE dalla sorveglianza ambientale. Ad oggi non sono stati segnalati casi di poliomielite umana e l’UE/SEE continua a essere esente da poliomielite, ma tali risultati richiedono una maggiore vigilanza.

Le analisi di laboratorio indicano probabilmente che il virus è stato ripetutamente introdotto da un’area sconosciuta in cui quella specifica forma del virus è ancora in circolazione. Queste recenti importazioni potrebbero rappresentare una minaccia per la salute pubblica nell’UE/SEE e dovrebbero essere monitorate attentamente secondo una valutazione rapida del rischio pubblicata oggi dall’ECDC su questo argomento.

“L’Europa è libera dalla poliomielite da oltre 20 anni. Dobbiamo restare vigili, mantenere alti i tassi di vaccinazione e colmare eventuali lacune vaccinali esistenti per prevenire qualsiasi ritorno di questa grave malattia”, ha affermato Pamela Rendi-Wagner, direttrice dell’ECDC.

Il poliovirus è altamente contagioso e può essere trasmesso facilmente e silenziosamente in ampie aree geografiche. Pertanto, mentre l’UE/SEE continua a rimanere libera dalla poliomielite, è fondamentale mantenere un’adeguata immunità indotta dal vaccino. La poliomielite è una malattia potenzialmente debilitante e non è disponibile alcuna terapia specifica contro il virus. La vaccinazione è l’unico metodo efficace per proteggersi dalle gravi malattie causate dal poliovirus.

Sebbene la maggior parte dei paesi UE/SEE segnali una copertura vaccinale superiore al 90% a livello nazionale, i dati subnazionali rivelano un quadro molto più eterogeneo, con solo il 39% dei distretti segnalanti che raggiungono il 90% di copertura vaccinale, il che richiede una valutazione costante delle strategie di vaccinazione e della copertura vaccinale da prospettive sia nazionali che subnazionali. Inoltre, secondo le stime dell’ECDC, circa 600.000 bambini di età compresa tra 12 e 23 mesi potrebbero non aver ricevuto un ciclo completo di vaccinazione primaria contro la poliomielite nel 2022 e nel 2023.

Il rischio complessivo tra le popolazioni vaccinate è valutato come molto basso, indipendentemente dall’entità della copertura vaccinale. Il rischio complessivo tra le popolazioni sotto- o non vaccinate è valutato come basso nelle aree con elevata copertura vaccinale e moderato nelle aree con bassa copertura vaccinale.

In caso di casi di poliomielite, gli Stati membri dovrebbero attivare un piano nazionale di risposta alla poliomielite; i medici, in particolare i pediatri, dovrebbero essere informati della possibilità di casi di paralisi flaccida acuta (AFP) causati dal poliovirus.

Sulla base della valutazione, l’ECDC raccomanda alle autorità sanitarie pubbliche di rafforzare i programmi di vaccinazione infantile di routine per raggiungere e mantenere almeno il 90% di copertura in tutti i livelli della società. Richiede inoltre campagne di recupero tempestive delle vaccinazioni mirate a individui con stato vaccinale incompleto o sconosciuto, in particolare nelle aree con copertura subottimale o in cui il campionamento ambientale ha rilevato il virus.

Inoltre, si consiglia alle autorità di mantenere scorte adeguate di vaccino inattivato contro la poliomielite (IPV) e di garantire che tutte le popolazioni con una storia sconosciuta di vaccinazione contro la poliomielite ricevano il vaccino.

I paesi sono inoltre incoraggiati a rafforzare la sorveglianza ambientale per rilevare rapidamente qualsiasi ulteriore introduzione o circolazione del virus. Migliorando i sistemi di raccolta dati e sorveglianza, i paesi UE/SEE possono identificare meglio le lacune nella vaccinazione, adattare le strategie di risposta e comunicare efficacemente con il pubblico.

Inoltre, le autorità sanitarie pubbliche dovrebbero elaborare interventi personalizzati, specifici al contesto e culturalmente sensibili per aumentare la diffusione della vaccinazione e svolgere attività di comunicazione del rischio per sottolineare l’importanza di garantire una vaccinazione di routine tempestiva.

L’ECDC continuerà a lavorare a stretto contatto con le autorità nazionali e i partner internazionali per monitorare la situazione, fornire indicazioni e supportare gli sforzi per mantenere elevati livelli di vaccinazione. Attraverso queste misure collettive, l’UE/SEE mira a impedire che il poliovirus ritorni nelle comunità e a proteggerle da una malattia del tutto prevenibile.(30Science.com)

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