Valentina Di Paola

Long-Covid, 1 persona su 3 ha sintomi oggettivi persistenti

(23 Gennaio 2025)

Roma – Circa due terzi della popolazione che sviluppa la forma duratura del Covid sviluppa sintomi persistenti e diagnosticabili oggettivamente, come ridotte capacità di svolgere esercizio fisico e minori prestazioni nei test cognitivi. Questo allarmante risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Plos Medicine, condotto dagli scienziati dell’Università di Friburgo, in Germania. Il team, guidato da Winfried Kern, ha analizzato 982 pazienti di età compresa tra 18 e 65 anni a cui era stata riconosciuta la sindrome a lungo termine del Covid-19, o PCS. Le informazioni sono state confrontate con i dati raccolti in 576 persone del gruppo di controllo. Tutti i partecipanti si erano recati presso uno dei numerosi centri sanitari universitari nella Germania sud-occidentale per valutazioni complete, tra cui test neurocognitivi, esercizi cardiopolmonari e test di laboratorio. I cluster di sintomi predominanti tra le persone con PCS erano affaticamento/esaurimento, disturbi neurocognitivi, sintomi toracici/dispnea e ansia/depressione/problemi del sonno. Quasi il 68 per cento degli individui che avevano sviluppato il Covid lungo continuava a manifestare difficoltà specifiche nel secondo anno dall’infezione. Le problematiche fisiche erano state segnalate dal 35,6 per cento dei pazienti. Livello di istruzione più basso, obesità e malattie gravi erano fattori particolarmente correlati a queste dinamiche. L’analisi di parametri oggettivi ha rivelato che le persone con PCS persistente mostravano una riduzione significativa della forza di presa della mano, del consumo di ossigeno e dell’efficienza ventilatoria. La popolazione della coorte di indagine aveva ottenuto punteggi inferiori nei test cognitivi rispetto al gruppo di controllo, anche se non erano disponibili dati di confronto temporale sugli stessi individui. “I nostri risultati – commentano gli autori – richiedono l’inclusione di test cognitivi e di esercizio nella valutazione clinica e nel monitoraggio dei pazienti con sospetta PCS. Sono urgentemente necessari studi osservazionali con follow-up più lunghi per valutare i fattori di miglioramento e di mancata guarigione dal Covid lungo”. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).