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Covid: conta dei globuli bianchi potrebbe predire la gravità dei sintomi

(30 Gennaio 2025)

Roma – Un nuovo studio suggerisce che ora potrebbe essere più facile prevedere chi ha maggiori probabilità di soffrire di sintomi di malattia più gravi in ​​base alla conta dei leucociti (globuli bianchi). I risultati dello studio sono pubblicati online su Menopause  la rivista della Menopause Society. Milioni di persone in tutto il mondo soffrono degli effetti persistenti del COVID-19, causato dal virus SARs-CoV-2, anche mesi dopo la diagnosi iniziale. Il deterioramento cognitivo e la stanchezza sono i sintomi persistenti più comuni, con il deterioramento cognitivo che colpisce il 70% dei pazienti. Gli anziani, in particolare le donne, sono i più a rischio. Sebbene gli operatori sanitari sappiano molto di più sul COVID-19 rispetto all’inizio della pandemia nel 2020, ci sono ancora molte domande persistenti riguardo al suo effetto sul corpo umano. Sebbene sia principalmente una malattia respiratoria, sono stati documentati effetti sostenuti su più sistemi di organi. Studi precedenti hanno mostrato una risposta immunitaria eccessiva a un’infezione da COVID-19.

I ricercatori di questo ultimo studio, basato sull’analisi secondaria dei dati della Women’s Health Initiative, hanno cercato di comprendere meglio i fattori di rischio preesistenti che potrebbero rendere alcuni adulti, in particolare le donne anziane in postmenopausa, più vulnerabili a sintomi più gravi in ​​corso. In particolare, hanno esaminato se la conta leucocitaria (un marcatore clinico ampiamente disponibile dell’infiammazione sistemica) fosse associata agli esiti della malattia da COVID.

Sulla base dei risultati, i ricercatori hanno concluso che la conta leucocitaria è un predittore indipendente della gravità dei sintomi del COVID nelle donne in postmenopausa. Questi risultati ampliano l’evidenza che l’infiammazione di basso grado non è solo un risultato della gravità dei sintomi del COVID, ma può anche precedere l’infezione acuta da COVID-19. Sono necessarie ulteriori ricerche in quest’area, ma il lavoro iniziale è promettente perché la conta leucocitaria rappresenta un marcatore clinico facilmente accessibile ed economico.

“Come sottolineano gli autori, le sequele post-acute di un’infezione respiratoria acuta grave da coronavirus 2 influiscono in modo significativo sulla qualità della vita, spesso portando a una grave disabilità. Questo effetto è particolarmente pronunciato nelle donne, che sperimentano già tassi più elevati di deterioramento cognitivo dopo la menopausa. Comprendendo i fattori sottostanti, possiamo affrontare meglio queste sfide e lavorare per mitigare la cascata di sintomi che ne consegue”, afferma la dott. ssa Monica Christmas, direttrice medica associata per la Menopause Society. (30Science.com)

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