Valentina Di Paola

Individuati canoni per valutare la bellezza del corpo tatuato

(11 Dicembre 2024)

Roma –  Le modelle con i tatuaggi vengono generalmente considerate meno belle rispetto alle stesse senza incisioni sulla pelle, anche se con diversi gradi di tolleranza in base a vari fattori. Questo curioso risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Plos One, condotto dagli scienziati dell’Università Helmut Schmidt e dell’Università delle Forze armate federali di Amburgo. Il team, guidato da Selina M. Weiler, ha coinvolto 487 adulti tedeschi per valutare le immagini di due modelli con vari gradi di copertura del tatuaggio temporaneo. Considerati una pratica millenaria, i tatuaggi sono una forma di body art molto diffusa, tanto che si stima che circa una persona su quattro abbia almeno un tatuaggio. Sebbene gli scienziati abbiano indagato sull’impatto della body art sui tratti della personalità percepiti, la relazione tra tatuaggi e bellezza percepita non è chiara. I ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di valutare la bellezza di due modelle associate a vari gradi di copertura, da assenza di tatuaggi fino a una copertura estrema. I disegni erano forme naturali, geometriche e ispirati agli animali. Non sono stati considerati tatuaggi come scritte, testi religiosi e politici. I partecipanti hanno valutato la bellezza percepita di ciascuna immagine utilizzando una scala a sette punti. Le immagini delle modelle senza tatuaggi hanno ottenuto le valutazioni più elevate in assoluto, diametralmente opposte a quelle che mostravano tatuaggi sul viso. Gli scienziati hanno considerato tre caratteristiche dei partecipanti, valutando la loro età, la presenza di tatuaggi sul loro corpo e l’esperienza in caso di tatuatori professionisti. Stando a quanto emerge dall’indagine, gli intervistati di età inferiore a 50 anni, con tatuaggi e i tatuatori professionisti tendevano a ritenere le immagini con modelle tatuate più belle rispetto agli individui più avanti con gli anni, chi non aveva tatuaggi e non era tatuatore. Questi risultati, commentano gli esperti, suggeriscono che l’accettazione culturale moderna dei tatuaggi ha spinto questa forma d’arte oltre l’apice del suo fascino. “L’estensione della copertura dei tatuaggi – sostengono gli autori – altera la percezione dell’apprezzamento estetico degli stimoli umani, con risposte che variano a seconda delle norme sociali, della presenza dei tatuaggi e dell’esperienza personale”. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).