Roma – I batteri che vengono esposti ad antibiotici ampiamente utilizzati possono modificare i propri ribosomi per sviluppare la farmacoresistenza. Lo suggerisce uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, condotto dagli scienziati del Centro di regolazione genomica (CRG) di Barcellona. Il team, guidato da Anna Delgado-Tejedor e Eva Novoa, ha analizzato l’Escherichia coli, un batterio comune e generalmente innocuo, che però può provocare infezioni anche piuttosto gravi. I ricercatori hanno sottoposto l’E. coli alla streptomicina e alla kasugamicina, due farmaci che curano le infezioni batteriche. La streptomicina è stata un punto fermo nel trattamento della tubercolosi e di altre infezioni sin dagli anni ’40, mentre la kasugamicina è meno nota ma fondamentale in ambito agricolo per prevenire le malattie batteriche nelle colture. Entrambi gli antibiotici compromettono la capacità di creare nuove proteine, prendendo di mira i ribosomi del batterio. L’RNA ribosomiale è spesso modificato con tag chimici che possono alterare la forma e la funzione del ribosoma. Le cellule usano questi tag per mettere a punto la produzione di proteine. Stando a quanto emerge dall’indagine, l’E. coli può assemblare nuovi ribosomi in risposta agli antibiotici, producendo sottili ma significativi cambiamenti, sufficienti ad alterare il sito di legame dei bersagli dei farmaci. Questo processo, sostengono gli studiosi, potrebbe rappresentare la base di un possibile sviluppo di resistenza ai medicinali. “I ribosomi dei batteri – afferma Delgado-Tejedor – potrebbero alterarne la struttura quel tanto che basta per impedire a un antibiotico di legarsi in modo efficace. L’E. coli sta modificando le proprie strutture molecolari con una notevole precisione”. Utilizzando la tecnologia avanzata di sequenziamento nanopore, che legge direttamente le molecole di RNA, gli scienziati hanno osservato le modifiche compiute dal batterio nel contesto naturale. Nei prossimi step, sottolineano gli studiosi, sarà interessanti capire come e perché avvengano questi cambiamenti. Lo scopo finale è quello di individuare una possibile strategia per contrastare la farmaco-resistenza. “Se riusciamo a comprendere i meccanismi profondi di questi processi – conclude Novoa – possiamo definire nuovi approcci terapeutici per impedire ai batteri di modificare il proprio materiale genetico”. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Salute: studio rivela come batteri si modificano per resistere ad antibiotici
(29 Novembre 2024)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).