Roma – Dai social media all’alcol ai cibi ultra-processati fino all’inquinamento atmosferico, alcuni dei principali fattori nocivi per la salute sembrano associati anche a esiti di salute mentale significativamente negativi. A evidenziarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Plos Global Public Health, condotto dagli scienziati della London School of Hygiene & Tropical Medicine. Il team, guidato da Kate Dun-Campbell, ha eseguito una sintesi generale di 65 lavori precedenti che esaminavano la connessione tra la salute umana e tabacco, alcol, cibi ultra-processati, gioco d’azzardo, social media, combustibili fossili, cambiamento climatico e inquinamento atmosferico. A livello globale, spiegano gli esperti, circa una persona su otto attualmente soffre di un disturbo di salute mentale, tra cui depressione, ansia e tendenze al suicidio, per nominarne solo alcune. In alcuni casi, sostengono gli scienziati, tali disturbi possono essere correlati al modo in cui le attività commerciali e le materie prime influiscono sulla salute. I determinanti commerciali possono includere abitudini e prodotti specificatamente malsani, come alcol, tabacco, cibo spazzatura e combustibili fossili, ma anche fattori più ampi e meno diretti, come il cambiamento climatico o i social media. I ricercatori hanno individuato delle evidenze di collegamento tra depressione e alcol, tabacco, d’azzardo, social media, cibi ultra-processati e inquinamento atmosferico. Questi fattori sono stati associati anche a tendenze suicide e all’ansia. La revisione si basava su metodologie e misurazioni diverse e non è riuscita a stabilire la causa sottostante degli esiti negativi sulla salute mentale. I risultati suggeriscono inoltre che le materie prime non sane dovrebbero essere prese in considerazione quando si valutano le potenziali cause della salute mentale. “La nostra analisi – conclude Dun-Campbell – evidenzia che esistono già prove convincenti dell’impatto negativo dei prodotti non salutari sulla salute mentale, nonostante le lacune fondamentali nella comprensione dell’impatto delle più ampie pratiche commerciali. Saranno tuttavia necessari ulteriori approfondimenti”. (30Science.com)
Valentina Di Paola
Alcol e social media sono associati a problemi di salute mentale
(28 Agosto 2024)
Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).