Gianmarco Pondrano d'Altavilla

Elezioni, Quattrociocchi (Sapienza) con intelligenza artificiale rischio aumento polarizzazione

(13 Febbraio 2024)

Roma – “Con l’aumento di produzione di contenuti che genererà l’Intelligenza Artificiale online, soprattutto in vista delle prossime elezioni a livello globale, si rischia un aumento della polarizzazione, un rafforzamento delle camere d’eco sulla rete”. Così Walter Quattrociocchi professore ordinario di data science presso La Sapienza Università di Roma e direttore del Center for data science and complexity for society, che ha lanciato, proprio con il suo Centro, un osservatorio, basato sulle data science, di analisi delle prossime elezioni che in questo anno in cui il 49 per cento della popolazione del globo è chiamato alle urne, potrebbero rappresentare un vero e proprio spartiacque per la politica del pianeta; tanto più considerando che si tratterà delle prime elezioni con in campo le nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale.

“Per noi si tratta di una occasione eccezionale – continua Quattrociocchi – per raccogliere dati e distinguere sulla base dei fatti ciò che è vero e ciò che non lo è in relazione a un tema, quello della comunicazione online, che è molto pop, ma spesso trattato con superficialità ed inaccuratezza”. Come linea di tendenza Quattrociocchi e il suo gruppo si aspettano che le dinamiche della comunicazione elettorale online non si discosteranno, nemmeno con l’intelligenza artificiale in campo, dallo schema da loro provato empiricamente della segregazione di noi tutti in gruppi omogenei di pensiero, impenetrabili alle opinioni altrui.

“Non c’è ragione di credere – ha spiegato – che assisteremo ad un mutamento del paradigma osservato fino ad oggi. La comunicazione online più che spostare voti da un campo all’altro molto probabilmente anche in questo caso non farà altro che cristallizzare le posizioni, rafforzandole e rendendole sempre più immuni al confronto”. Anzi, il rischio è che la situazione peggiori: “A livello teorico – ha continuato Quattrociocchi – anche se sarà necessario raccogliere dati sul campo, è possibile che l’aumento di contenuti online legati all’Intelligenza Artificiale generativa, rinforzi le dinamiche di segregazione e separi sempre di più le varie tribù di pensiero sulla rete”.

Scarso aiuto potrebbe arrivare – a detta di Quattrociocchi – dal cosiddetto Watermark, una sorta di certificato informatico che un contenuto è stato generato da una Intelligenza artificiale: “Non solo – chiarisce Quattrociocchi – sono sistemi facilmente aggirabili, ma nel momento in cui si aggiungesse un Watermark anche a immagini non create dall’Intelligenza Artificiale, per sviare l’utenza, qualsiasi effetto di avvertimento verrebbe meno”. (30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla