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Ricerca Italiana: delfini, più di 150 dissuasori acustici ai pescatori italiani

(9 Novembre 2022)

(30Science.com) – Roma, 9 nov. – Dissuasori acustici di ultima generazione e deterrenti visivi, attrezzi alternativi per la pesca insieme a corsi di dolphin watching per diffondere una nuova attività economica e i rescue team, le squadre di soccorso per cetacei impigliati nelle reti o spiaggiati. Sono questi gli asset principali del progetto Life Delfi, coordinato da Irbim-Cnr e cofinanziato dal programma LIFE della Commissione Europea. Nel corso della terza visita di monitoraggio, ospitata a Pineto (Teramo) dal partner Area Marina Protetta Torre del Cerrano, i referenti del team di Life Delfi hanno illustrato ai monitor della Commissione Europea il bilancio delle attività a più di due anni dall’avvio delle azioni di progetto.

Ben 155 pinger sono stati distribuiti nelle aree target del progetto: mar Tirreno, mar Adriatico compresa la zona della Croazia, la Sardegna e la Sicilia. Si tratta di dissuasori acustici che grazie agli ultrasuoni sono in grado di allontanare dalle reti da pesca i delfini a caccia di cibo, evitando sia episodi di catture accidentali (bycatch) sia perdite economiche al settore della pesca professionale dovuti ai danni riportati dalle attrezzature. Sono dispositivi intelligenti, su cui Irbim-Cnr sta continuando a sperimentare per renderli sempre più efficienti ed interattivi, ovvero attivati solo dalla presenza dei cetacei nelle vicinanze.

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Intanto la formazione dei membri dei rescue team di Life Delfi, le squadre di soccorso per delfini in difficoltà in mare o spiaggiati, va avanti. Il corso di formazione, organizzato dal partner Università di Padova, si è svolto negli ultimi giorni a Chioggia (Venezia), dove i componenti delle squadre di intervento hanno simulato in mare e in spiaggia le procedure di gestione, monitoraggio e liberazione di balene e delfini rimasti impigliati in attrezzature da pesca. La formazione, oltre al gruppo di ricerca dell’Università di Padova, ha visto la speciale presenza di David Mattila e Michael Meyer, due dei massimi esperti nelle procedure di salvataggio di cetacei che fanno parte rispettivamente di Whale Disentanglement Network & International Whaling Commission. Lo scopo è formare squadre di soccorso, i cui componenti alla fine del training saranno più di 50, pronte ad intervenire nelle acque di loro competenza in supporto alle autorità. “Una volta riconosciuti e integrati nella rete Spiaggiamenti nazionale i rescue team di Life Delfi potranno intervenire puntualmente e tempestivamente in caso di spiaggiamenti o di cetacei in difficoltà”, dichiara il prof. Sandro Mazzariol dell’Università di Padova, che coordina la formazione dei rescue team.

Le azioni di Life Delfi stanno coinvolgendo i pescatori e gli operatori del turismo in corsi di dolphin watching. L’obiettivo dei corsi, coordinate dalla prof. Letizia Marsili dell’Università di Siena, è quello di formare figure specializzate nelle tecniche di avvistamento e riconoscimento dei delfini. Figure professionali in grado di promuovere e gestire attività di Dolphin watching, un’attività economica alternativa alla pesca. Il corso è composto da lezioni teoriche durante le quali si affrontano diversi argomenti, dalla biologia ed etologia dei delfini alle minacce e al loro stato di conservazione. La seconda parte del corso è quella in cui si mettono in pratica le tecniche di riconoscimento, avvistamento, di fotografia e alle buone pratiche per gestire in maniera sostenibile un’attività di osservazione dei delfini .

“Questi corsi – spiega Letizia Marsili, professore di etologia dell’Università di Siena – sono anche un’occasione per attenzionare tutti gli operatori che praticano o hanno intenzione di praticare il dolphin watching sulla necessità di osservare sempre determinate regole per salvaguardare la salute ed il benessere dei delfini quali evitare musica in presenza degli animali, alta velocità di navigazione per creare effetto onda in grado di richiamare gli esemplari e assolutamente non alimentarli o interferire con le loro normali attività di gioco, riposo e trasferimento”.

“Sono oltre 600 le uscite in mare con i pescatori che hanno scelto di collaborare con il nostro progetto Life Delfi installando sulle loro reti da pesca i nostri pingers – dichiara Alessandro Lucchetti di Irbim-CNR, coordinatore di Life Delfi. Anche grazie al lavoro svolto dalle Aree marine protette partner del progetto sempre più operatori della pesca professionale si stanno avvicinando alle attività di Life Delfi e soprattutto alle soluzioni che mette in campo per ridurre le interazioni con i delfini. Abbiamo già diffuso più di 150 pinger, oltre 800 unità di attrezzi da pesca alternativi (nasse) e a basso impatto ambientale e più di 200 deterrenti visivi. Tutti i dispositivi sono in fase di test e solo nei prossimi mesi si conoscerà il loro reale impatto, quel che è certo è che abbiamo ideato e sviluppato attrezzature a basso costo e spesso realizzate con materiali di recupero. Quindi alla portata dei nostri stakeholders principali, ovvero i pescatori a cui vogliamo far capire che la convivenza con i delfini è possibile”. (30Science.com)

 

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