Scienza: più ostriche e cozze e meno carne di manzo, la scelta ecologica per salvare il pianeta

8 Set, 2022
Valentina Di Paola
In evidenza | News | Transizione ecologica

(30Science.com) – Roma, 8 set. –  I frutti di mare potrebbero rappresentare un’alternativa nutriente ed ecosostenibile alla carne. Lo evidenzia uno studio, pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment, condotto dagli scienziati della Dalhousie University, in Canada, e del Research Institutes of Sweden di Göteborg, in Svezia. Il team, guidato da Peter Tyedmers e Elinor Hallström, ha valutato l’impatto ecologico, nutritivo ed economico associato alla carne animale, confrontandolo con le caratteristiche legate al consumo di frutti di mare.

Le diete umane in tutto il mondo devono diventare più nutrienti, riducendo al contempo la loro impronta climatica, per stare al passo con le crescenti dimensioni della popolazione. I frutti di mare sono noti per essere una buona fonte di proteine, acidi grassi, vitamine e minerali e ricerche precedenti hanno dimostrato i potenziali benefici ambientali della sostituzione della carne con i frutti di mare nelle diete. Tuttavia, le strategie per ridurre le emissioni climatiche delle diete future in genere promuovono diete “verdi” a base vegetale e trascurano il potenziale delle diete “blu” a base di frutti di mare.

Peter Tyedmers, Elinor Hallström e colleghi hanno analizzato nel 2015 la densità dei nutrienti e l’impatto sul clima di importanti fonti di frutti di mare catturati in natura e d’allevamento provenienti da un’ampia gamma di fonti di pesca e acquacoltura. Hanno scoperto che salmone, aringa, sgombro e le acciughe, così come le cozze e le ostriche d’allevamento, hanno avuto l’impatto climatico più basso rispetto al loro valore nutritivo. La metà delle specie di frutti di mare analizzate aveva una densità di nutrienti più elevata ed emetteva meno gas serra rispetto a manzo, maiale e pollo. È stato riscontrato che le differenze nei metodi di produzione e raccolta creano una grande variabilità negli impatti climatici di ciascuna specie. Per ridurre ulteriormente le emissioni,

Questa ricerca, concludono gli autori, si concentra sulle emissioni di gas serra e non analizza gli impatti sugli ecosistemi, ma i risultati evidenziano la possibilità che la produzione più attenta di frutti di mare a scapito del consumo di carne animale potrebbe rappresentare un’alternativa nutriente e a beneficio del clima. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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