Lincei e ricercatori “ecco il piano per la ricerca in Italia

6 Set, 2022
Emanuele Perugini
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(30Science.com) – Roma, 6 set. – Il futuro dell’Italia si gioca su Scienza e Ricerca. È questo il monito del Piano quinquennale 2023-2027 per la Ricerca Pubblica firmato da Ugo Amaldi, Luigi Ambrosio, Luciano Maiani e Angela Santoni.

Il testo è il punto di arrivo di un processo iniziato con l’Appello al Governo e al Parlamento del marzo 2021, firmato da Ugo Amaldi, Angela Bracco, Cinzia Caporale, Luisa Cifarelli, Daniela Corda, Paolo De Bernardis, Massimo Inguscio, Massimo Livi-Bacci, Luciano Maiani, Alberto Mantovani, Giorgio Parisi, Alberto Quadrio Curzio, Angela Santoni, Lucia Votano, affinché fossero utilizzati con intelligenza e lungimiranza i fondi del PNRR. Il piano messo a punto prevede un ulteriore finanziamento alla ricerca nei prossimi 5 anni pari circa 10.7 mld di euro. Solo in questo modo, una volta superati gli effetti del PNRR, il nostro paese raggiungerà livelli di investimonto nel settore simili a quelli dei principali paesi europei (Francia in particolare).

PIANO QUINQUENNALE 2023-2027 PER LA RICERCA PUBBLICA

Grazie – si legge in una nota – alla disponibilità del Governo e del Parlamento, che hanno saputo ascoltare pareri e suggerimenti del mondo scientifico, la ricerca pubblica italiana ha, dopo molti anni, fondi e possibilità di progettare per il medio termine. Ma cosa accadrà a più lungo termine quando nel 2026 i fondi del PNRR saranno finiti?“.

Anche per rispondere a questa domanda, nel marzo 2022 è stato istituito dal MUR un Tavolo Tecnico per la Ricerca Fondamentale coordinato da Luigi Ambrosio. Nel Rapporto finale – dal titolo Proposte del Tavolo tecnico per la Strategia italiana in tema di ricerca fondamentale – sono formulate proposte concrete per finanziare soltanto progetti scientifici di qualità, aumentare il numero di ricercatori, dando loro sicurezza di futuro e strumentazioni adeguate, e rendere più meritocratici i criteri di assegnazione delle risorse.

Queste proposte sono basate sulle richieste economiche presentate e giustificate nel Piano quinquennale 2023-2027 per la Ricerca Pubblica, che viene ora reso pubblico affinché entri a far parte del dibattito sociale e politico.

La politica – si legge nel Piano Quinquennale – deve essere capace di trasformare l’eccezionalità del PNRR in una situazione strutturale, pianificando e programmando la politica della ricerca per inserirla in una logica di pianificazione e programmazione che non si esaurisca con i fondi europei, che termineranno nel 2026. Una sfida che parte dalla prossima legge di bilancio.È opportuno, infatti, che gli elettori prima, e chiunque vinca le prossime elezioni poi, comprendano che senza ricerca – e una ricerca pianificata con un importante investimento nei cinque anni della prossima legislatura – l’Italia è destinata a una decrescita (che non sarà felice) e una sempre maggiore dipendenza da altri Paesi. La ricerca deve essere sia quella di base, che rappresenta il vero motore dell’innovazione, che quella applicata in settori strategici come la farmaceutica, la produzione delle energie rinnovabili, l’elettronica avanzata, l’intelligenza artificiale e così via.” (30Science.com)

Sono un giornalista. Sono nato nel 1970 e ho cominciato a scrivere nel 1994. Non ho più smesso. Nel corso della mia carriera ho scritto molto di scienza, di ambiente, di salute cercando di portare la scienza e la profondità dell'analisi scientifiche in ogni ambito di cui mi sono occupato.
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