ANVUR e MUR affiancano le università nella sfida dell’internazionalizzazione

3 Ago, 2022
Gianmarco Pondrano d'Altavilla
In evidenza | News | ricerca

(30science.com) – Roma, 3 ago. – Internazionalizzazione della ricerca e della didattica e della loro valutazione, alleanze accademiche europee, corsi realizzati congiuntamente da diversi Atenei, titoli accademici europei, un’offerta formativa sempre più proiettata verso una prospettiva globale. Questi alcuni dei punti toccati ieri nella mattinata di confronto online, organizzata dall’ANVUR e dal MUR, dal titolo “Le università italiane verso uno spazio europeo dell’alta formazione – Sfide, prospettive, strategie condivise”, cui hanno partecipato anche la Conferenza dei rettori (CRUI), e i rappresentanti di Atenei coinvolti in Alleanze europee o presenti in ambito internazionale (nello specifico Bologna, Milano, Pavia, Torino, Politecnico di Torino e Uninettuno).

Dopo i saluti introduttivi del Segretario generale del MUR, dott.ssa Maria Letizia Melina, del Presidente dell’ANVUR, prof. Antonio Felice Uricchio, e del Delegato all’internazionalizzazione della CRUI, prof. Maurizio Tira, sono intervenuti i Direttori generali del MUR, dott. Gianluigi Consoli, Marcella Gargano e Gianluca Cerracchio, sul tema Le università italiane nel panorama dell’alta formazione europea e la strategia nazionale, la prof.ssa Marilena Maniaci, consigliere ANVUR con delega all’internazionalizzazione, che ha parlato di ANVUR e assicurazione della qualità nello spazio europeo della formazione superiore e il dott. Daniele Livon, Direttore dell’ANVUR, che si è soffermato su L’importanza della collaborazione interistituzionale: ambiti e opportunità. Ha fatto seguito una tavola rotonda coordinata dal prof. Massimo Tronci, consigliere ANVUR con delega all’Università, alla quale hanno partecipato rappresentanti di alcuni degli Atenei coinvolti nelle Alleanze, illustrando le loro esperienze nella creazione di reti internazionali di collaborazione accademica.

In particolare, i Direttori generali del MUR hanno offerto un’articolata panoramica delle iniziative messe in campo dal MUR per aiutare il sistema accademico ad affrontare le trasformazioni in corso nel settore dell’alta formazione e della ricerca; la prof.ssa Maniaci ha illustrato le strategie dell’ANVUR per migliorare il proprio posizionamento in ambito internazionale, avendo come punto di riferimento gli ESG (Standards and guidelines for quality assurance in the European Higher Education Area) e ha sottolineato i risultati sinora ottenuti, tra i quali il raggiungimento nel 2019 della qualifica di “full member” di ENQA, la European Association for Quality Assurance in Higher Education.

Un esito tutt’altro che scontato, come ha spiegato la professoressa, “visto il rigoroso processo di valutazione esterna messo in atto dall’ENQA, che ha indirizzato l’ulteriore lavoro di efficientamento dell’Agenzia, grazie alle raccomandazioni degli esperti e del Board, che hanno accompagnato il riconoscimento della membership”. Efficientamento che rende la prof.ssa Maniaci “ragionevolmente fiduciosa” che l’ANVUR possa vedere rinnovata la propria membership nel 2023, riuscendo contestualmente ad ottenere l’iscrizione nel registro EQAR delle agenzie ammesse ad operare a livello europeo. “L’impegno dell’ANVUR su questo fronte, ha aggiunto la professoressa, ha visto negli ultimi anni un ampio spettro di iniziative che sono andate dalla stipula di accordi di programma con altre Agenzie europee, all’istituzione di gruppi di lavoro internazionali, alla promozione di attività di staff mobility. Tutte attività promosse non solo nell’ottica di migliorare il posizionamento dell’ANVUR nel panorama diversificato delle Agenzie di valutazione dell’accademia a livello europeo e internazionale, ma anche e – soprattutto – con l’obiettivo di offrire la migliore collaborazione possibile alle università e agli istituti di educazione e di ricerca superiore nazionali, supportandoli nel loro percorso di internazionalizzazione”.

Un percorso, come ha spiegato il Direttore Generale di ANVUR, Daniele Livon, che ha sicuramente visto dei notevoli passi avanti, ma che ha ancora ampi margini di miglioramento. “Nell’anno accademico 2022-2023 – ha evidenziato il dott. Livon – risultano attivi a livello nazionale circa 5200 corsi universitari, dei quali circa il 7 per cento (345), concentrati in 60 università, conducono al conseguimento di un titolo congiunto con Atenei stranieri. A questi vanno aggiunti, sempre nella prospettiva dell’internazionalizzazione, i 941 corsi erogati in lingua straniera presenti in 80 dei circa 100 Atenei nazionali”. Il dott. Livon ha ricordato anche come negli ultimi 3-4 anni, grazie a tre importanti call europee – nel 2019, 2020, 2022 – si è incrementato il numero di alleanze accademiche europee nelle quali sono coinvolte istituzioni nazionali (non solo Università ma anche istituti del comparto dell’alta formazione artistica e musicale), portando il numero degli enti nazionali coinvolti a 28, in 25 alleanze europee. “Numeri che – ha proseguito Livon – offrono una buona base di partenza anche per le candidature relative a una nuova call europea in scadenza a ottobre, diretta agli Istituti di alta formazione, ma anche alle Agenzie di valutazione, che riguarderà due topic fondamentali per la creazione di uno spazio accademico europeo: la sperimentazione di un label da attribuire ai corsi congiunti che rispettano determinati requisiti di qualità, preliminare alla definizione di un titolo di laurea europeo congiunto, e la possibilità di adozione di status giuridici autonomi per le alleanze internazionali di Istituti di istruzione superiore”.

I rappresentanti della Alleanze intervenuti nella tavola rotonda hanno offerto una testimonianza diretta della prima fase della sperimentazione, evidenziandone punti di forza e e criticità e sottolineando l’importanza della collaborazione con il Ministero e l‘ANVUR nelle fasi ulteriori del processo. Una sollecitazione raccolta nelle conclusioni dal Ministero e dall’ANVUR, che hanno ribadito la disponibilità, già emersa negli indirizzi introduttivi di saluto, ad accompagnare le Università già impegnate nelle Alleanze esistenti e quelle interessate a candidarsi alle prossime call, fornendo loro consulenza e supporto nelle fasi di predisposizione e realizzazione dei progetti. “Anvurha concluso Uricchioè pienamente consapevole delle opportunità del modello delle alleanze europee nel promuovere la integrazione dei percorsi didattici e la cultura della cittadinanza europea e sostiene le università italiane nel prendere parte a tale programma accedendo alle risorse destinate“. (30science.com)

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