Scienza: salviamo subito le barriere coralline

15 Apr, 2022
Valentina Di Paola
In evidenza | News | Transizione ecologica

(30Science.com) – Roma, 15 apr. – In assenza di interventi mirati ed efficaci, le barriere coralline del mondo potrebbero scomparire entro i prossimi tre decenni. Questa è l’allarmante prospettiva delineata da uno studio, presentato durante l’Oceans Conference, tenutosi a Palau, dagli scienziati della Vibrant Oceans Initiative, un progetto volto a proteggere gli habitat delicati e fondamentali per gli ecosistemi marini, e dell’Università di Leicester.

Il team, composto da esperti affiliati a università e gruppi di conservazione della fauna di tutto il mondo guidati da Jens Zinke, ha presentato diverse raccomandazioni chiave che potrebbero promuovere la sopravvivenza delle barriere coralline. Tra queste misure, gli autori evidenziano la necessità di aumentare il sostegno alla valutazione dello stato di salute delle barriere coralline, catalizzare gli sforzi di monitoraggio della barriera corallina su larga scala e aumentare le possibilità di finanziamento destinate agli interventi di manutenzione. Le barriere coralline, spiegano gli autori, costituiscono un mezzo di sussistenza fondamentale per moltissime specie marine, e rappresentano un patrimonio culturale per circa mezzo miliardo di persone.

Se gli obiettivi dell’Accordo di Parigi non venissero rispettati, queste importanti realtà potrebbero subire un degrado funzionale entro il 2050. “Le barriere coralline consentono di individuare il rischio di ecosistemi sotto stress – afferma Zinke – i coralli possono percepire quando le temperature oceaniche superano una soglia pericolosa. Il nostro lavoro dimostra che questi ecosistemi sono stati gravemente colpiti dal riscaldamento degli oceani negli ultimi quattro decenni. Ci sono però delle località in cui i tassi di aumento delle temperature sono inferiori, che hanno la capacità di resistere o riprendersi dallo stress termico”.

I ricercatori hanno identificato 50 barriere coralline più resilienti, molte delle quali si trovano nell’Oceano Pacifico e nell’Oceano Indiano. “Queste realtà dovrebbero essere considerate dei santuari in grado di evitare i cambiamenti climatici – commenta Zinke – non possiamo permettere la perdita delle barriere coralline. È fondamentale catalizzare gli sforzi, intervenire per preservare gli ecosistemi e adottare una gestione efficace ed equa delle risorse associate alle barriere coralline”. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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