Virus e informazione, un libro spiega le dinamiche dell’infodemia

14 Gen, 2022
Valentina Di Paola
In evidenza | Libri | News

(30Science.com) – Roma, 14 gen. – Con la diffusione di SARS-CoV-2, la proliferazione di notizie, messaggi, schemi comunicativi e pubblicazioni ha rappresentato una pandemia parallela a quella che correva attraverso i contagi. L’obiettivo di esplorare queste dinamiche è al centro del volume Pandemia e infodemia. Come il virus viaggia con l’informazione’, edito da Zanichelli e scritto a quattro mani da Marco Ferrazzoli, Capo Ufficio stampa del Consiglio nazionale delle ricerche e docente di Teoria e Tecnica della Comunicazione della Conoscenza all’Università di Roma Tor Vergata, e Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del CNR di Pavia.

La copertina del libro

Il testo si compone di quattro sezioni principali: Scienza, Conoscenza, Comunicazione e Società. Le prime due esplorano rispettivamente la realtà scientifica di SARS-CoV-2 e la sua contestualizzazione nelle epidemie che hanno accompagnato la storia dell’umanità, mentre le altre si muovono nella delicata sfera degli eventi che si sono susseguiti durante la diffusione di Covid-19. Scopo del volume, quello di ripercorrere gli elementi e i fattori che hanno contribuito alla disinformazione e al disorientamento associati alle domande, alle curiosità, ai dubbi e alle perplessità della pandemia.

Questo libro – scrivono gli autori – non ha la pretesa di esaurire un fenomeno così complesso, globale e ancora in divenire. Piuttosto, vuole offrire una ‘chiave di lettura’ che possa aiutare a orientarsi nello tsunami che ci ha investiti da quasi due anni. Così da distinguere gli elementi effettivamente essenziali rispetto a un ‘rumore di fondo’ assordante, che rischia di non farci cogliere le voci e le parole davvero significative”. Con un linguaggio semplice ed efficace, che vuole essere alla portata del grande pubblico, Ferrazzoli e Maga avvicinano il lettore alle difficoltà di comunicazione emerse durante la pandemia, evidenziando i momenti che hanno reso protagoniste la confusione e la disinformazione non solo in relazione al virus, ma anche alle vaccinazioni, alle misure di prevenzione, ai lockdown e all’uso di dispositivi di protezione individuale.

Gli autori sottolineano infine che la situazione emergenziale e le sue criticità offrono anche una serie di lezioni e spunti di riflessioni da considerare per il futuro. Tra queste, la prima riguarda l’importanza di vigilare e monitorare i potenziali focolai, in modo da contenere la diffusione della malattia e il suo impatto sulla salute, sull’economia e sulla società. Un altro punto fondamentale secondo Ferrazzoli e Maga è quello di “comunicare la scienza, piuttosto che le opinioni – scrivono – La pandemia ha evidenziato come sia le decisioni a livello politico sia le comunicazioni al pubblico, per risultare efficaci, devono essere basate sui più recenti e attendibili pareri scientifici. Tuttavia, l’emergenza pandemica ha messo in luce grandi difformità tra i diversi Stati rispetto all’utilizzo dell’expertise della scienza. I messaggi sono stati spesso confusi, di fatto ostacolando la lotta alla pandemia”.

Altro insegnamento di Covid-19, l’accumulo di conoscenze attraverso la ricerca scientifica, un fattore “alla base della possibilità di sviluppare i prodotti e le tecnologie necessarie in tempi rapidi. L’imprevedibilità delle pandemie e degli strumenti necessari per combatterle, rende la ricerca di base indispensabile e gli investimenti nel settore strategici”. Allo stesso tempo, gli autori evidenziano la necessità di una risposta politica efficace, rapida e lungimirante, e la centralità della digitalizzazione nelle varie sfere della società.

La pandemia non è ancora finita – commentano Ferrazzoli e Maga – ma ha già dimostrato quanto gli equilibri su cui si regge la nostra società globalizzata siano fragili e possano essere sconvolti da un evento naturale, la cui portata è amplificata dalle nostre attività sempre più pervasive rispetto all’ambiente e dalla forte interconnessione che caratterizza la nostra società. […] Abbiamo percorso un lungo viaggio attraverso i molteplici aspetti, noti e meno apparenti, del fenomeno epocale che stiamo vivendo, la pandemia, e del suo riflesso sul piano sociale, comunicativo, della conoscenza, l’infodemia”. “Questa esperienza, non ancora conclusa, dovrebbe insomma farci ripensare il governo del mondo – concludono – Spronarci a migliorare la cooperazione internazionale attraverso organismi come UE e ONU, OMS, FAO, UNESCO, per poter affrontare uniti le emergenze planetarie […] nella consapevolezza che i problemi hanno ormai dimensioni globali, si tratti di economia, lavoro, migrazioni, ambiente, clima, salute. E che il tempo a disposizione è sempre meno”. (30Science.com)

 

 

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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