Il futuro sostenibile del pesce cellulare

7 Gen, 2022
Alessandro Berlingeri
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(30Science.com) – Roma,  7 gen. – Potrebbe essere il pesce cellulare il fronte per un futuro sostenibile per i mari e gli oceani della Terra. Una tecnica innovativa è in corso di sviluppo per creare pesce in laboratorio, a partire da cellule di pesce reali, e fatto crescere in un bioreattore. A differenza del pesce pescato in natura, questo non andrebbe a discapito del benessere degli animali e dell’intero pianeta.

Una delle aziende pioniere in questo campo è la Bluu GmbH di Berlino, uno spin-off del Centro di Ricerca e Sviluppo Fraunhofer per la Biotecnologia Marina e Cellulare (EMB), che è un centro associato dell’Istituto di ricerca Fraunhofer per l’ingegneria medica individualizzata e basata sulle cellule IMTE.

A large school of fishes swimming in the pacific waters of Palau, Micronesia

Secondo la FAO, circa il 90% di tutti gli stock ittici è considerato sfruttato al massimo, mentre il 30% è sovrasfruttato, cioè pescato ad un ritmo al di sopra del livello di sostenibilità. Nel Mediterraneo la situazione è ancora più grave, il WWF stima che il 93% degli stock ittici siano soggetti a sovrasfruttamento. La popolazione mondiale inoltre continua ad aumentare e sempre più persone si affidano al pesce come fonte di proteine.

Bluu Biosciences è la prima azienda in Europa a specializzarsi nello sviluppo e nella produzione di pesce cellulare, cioè un pesce creato senza l’animale, direttamente dalle cellule, utilizzando biotecnologie avanzate. Nel mondo ci sono attualmente solo una manciata di aziende che operano in questo campo. Bluu Biosciences sta quindi colmando una lacuna nel mercato globale. Ovunque oggi viene pescato più pesce di quello che si può riprodurre e rigenerare naturalmente. Questo minaccia l’approvvigionamento alimentare di base di centinaia di milioni di persone. Il pesce di origine cellulare, prodotto con l’aiuto della moderna biotecnologia, potrebbe dare un contributo decisivo per garantire in futuro l’approvvigionamento globale di proteine animali.

Cryosample di cellule di pesce dal serbatoio di azoto.© Bluu GmbH

Qui vediamo un mercato in rapida crescita. Il futuro appartiene ai prodotti fabbricati in un’economia circolare“, afferma il dott. Sebastian Rakers, fondatore e amministratore delegato di Bluu GmbH, che nel maggio 2020 ha lanciato l’azienda insieme a Simon Fabich. Il loro obiettivo è introdurre i prodotti sul mercato tramite i ristoranti, come primo passo, e successivamente i prodotti verranno forniti anche ai supermercati.

Rakers ha indicato la fine del 2023 come una data realistica per il lancio sul mercato. L’offerta commerciale includerà inizialmente prodotti ibridi come polpette, bastoncini e tartare di pesce, costituiti da un mix di componenti cellulari e proteine vegetali. Per un filetto di pesce cellulare occorrerà attendere ancora una data successiva, poiché sono necessarie ulteriori ricerche per superare le difficoltà tecniche di un prodotto simile. La sfida è sviluppare una struttura porosa che consenta a nutrienti e ossigeno sufficienti di raggiungere le cellule.


Rakers e il suo team isolano le cellule proveniente da un pezzo di tessuto di pesce adulto. Le cellule isolate, simili a cellule progenitrici o cellule staminali adulte, vengono poi moltiplicate in laboratorio in una coltura in vitro e, poiché non invecchiano, possono dividersi all’infinito. Le cellule vengono quindi alimentate con un mezzo nutritivo all’interno di un bioreattore.

L’acquacoltura non terrestre, invece, che è cresciuta rapidamente soprattutto nell’ultimo decennio, è spesso associata all’allevamento intensivo e sta causando un forte inquinamento degli oceani ed eutrofizzazione delle acque, soprattutto nelle aree con scarso flusso. Discorso completamente si avrebbe con il pesce cellulare coltivato, con altri vantaggi come il suo alto valore nutritivo, nonché la sua disponibilità e le relative filiere corte. I prodotti ittici ottenuti da cellule di pesce sono privi di ingegneria genetica, antibiotici e tossine ambientali. Possono essere prodotti su richiesta in modo decentralizzato.

Attualmente i ricercatori si stanno concentrando sull’ottimizzazione di questa tecnologia per assicurarsi che le cellule di pesce siano prodotte in modo economico e per perfezionare le proprietà delle cellule come sapore e consistenza. Ciò si ottiene, ad esempio, aumentando la proporzione di acidi grassi omega-3, come importante vettore di sapore. La tecnologia necessaria per questo è stata concessa in licenza dal Fraunhofer EMB.

Inoltre, i ricercatori stanno lavorando per sostituire il siero fetale bovino (FBS o FCS) con altri fattori di crescita a base vegetale e ottenere una produzione priva di FCS. “FCS è derivato dal sangue dei feti bovini ed è un componente importante di molti mezzi di crescita necessari nelle colture cellulari“, spiega Rakers. “Il nostro primo prototipo sarà completamente privo di FCS“. (30Science.com)

Adoravo parlare di Fantascienza con mia madre prima di dormire e tirar fuori strane teorie anziché ascoltare le favole della buonanotte. La conseguenza? Una laurea in Fisica all’Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" con una tesi sui “Metodi per la Ricerca di Pianeti Extrasolari”. Mi dedico dal 2008 alla Divulgazione Scientifica ovunque sia possibile, nelle scuole, in grandi eventi pubblici, in musei, in grandi strutture scientifiche di Roma, radio, televisione, internet.. ovunque! Ho affiancato il tutto alle mie passioni di tutta una vita: il nuoto, la musica, il cinema ed ogni sfaccettatura nerd che si possa immaginare.
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