Ecco “breath Generation, osservatorio collettivo della qualità dell’aria”

10 Dic, 2021
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Immagine in evidenza: Panorama of the sea bay on which there is a large oil refinery. Smoke rises from its chimneys, which mixes with a huge cloud, sanctified by sunset light. Grangmouth, Scotland

(30Science.com) – Roma, 10 dic. – Promuovere l’impegno diretto di istituzioni e cittadini, mentre l’inquinamento atmosferico causa 7 milioni di morti premature ogni anno nel mondo e l’Italia detiene il poco lusinghiero primato di 8 città tra le 20 più inquinate d’Europa. Questo l’obiettivo del progetto “breath Generation, osservatorio collettivo della qualità dell’aria” presentato al Festival della Meteorologia di Rovereto.

L’inquinamento dell’aria causa sette milioni di morti premature nel mondo ogni anno, di cui 50mila in Italia (secondo l’ultimo rapporto sulla qualità dell’aria dell’Agenzia Europea per l’Ambiente). Sono i dati allarmanti diffusi- lo scorso settembre – dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, contestualmente alla pubblicazione delle nuove linee guida sulla qualità dell’aria, sottolineando come l’esposizione prolungata dell’individuo anche a bassi livelli di inquinanti costituisca un grave pericolo per la salute e che non esiste una soglia al di sotto della quale ci si possa sentire sicuri.

Particolarmente seria la situazione in Italia, in cui si trovano 8 delle 20 città più inquinate d’Europa, secondo i dati EEA 2021. Cremona, Vicenza, Brescia, Pavia, Venezia, Piacenza, Bergamo e Treviso: queste le città italiane con una media concentrazione annuale di PM2,5 (cioè le polveri sottili di diametro inferiore a 2,5 micron su metro cubo d’aria) al di sopra degli orientamenti sanitari per l’esposizione a lungo termine a queste particelle- pari a 10 microgrammi per metro cubo- fissati dall’OMS. Cremona, in modo particolare, è la seconda città più inquinata in Europa, dopo la polacca Nowy Sacz e prima di Slavonski Brod, in Croazia. Si tratta di un’emergenza nota da anni, la cui soluzione deve vedere impegnati insieme istituzioni e cittadini.

È proprio dalla riflessione sulla necessità di un impegno condiviso da diversi soggetti- dai rappresentanti politici alle aziende fino al singolo individuo- che nasce “breath Generation, osservatorio collettivo per la qualità dell’aria” ideato e promosso da Alfio Pozzoni e Alessandro Brizioli con il supporto di un team di professionisti e di un comitato scientifico. Imprenditore il primo- con una lunga esperienza in Fabrica Spa proprio su progetti di sensibilizzazione alle tematiche ambientali-, manager il secondo- con focus sulla tecnologia e innovazione digitale per banche, centri di ricerca e università-, scelgono di unire le loro competenze per dar vita a un progetto di monitoraggio, analisi ed elaborazione dei dati relativi all’inquinamento dell’aria.

Proprio la tecnologia è uno dei focus di breath Generation: il coinvolgimento dei singoli individui, infatti, passa dall’utilizzo di un dispositivo indossabile- di cui a Rovereto è stato presentato un prototipo- in grado di unire per la prima volta piccole dimensioni, elevate capacità di trasmissione dati- raccolti in forma completamente anonima su piattaforma blockchain- e design. Oltre alla possibilità, anche questa inedita, di raccogliere in mobilità non solo i dati outdoor ma anche quelli indoor, spesso sottovalutati nelle valutazioni della qualità dell’aria.

I dati raccolti e trasmessi da ogni cittadino saranno poi la base di partenza per analisi, elaborazioni e studi condivisi con gli stakeholders coinvolti nel progetto: numeri e indicatori che diventano riflessioni, spunti, proposte e iniziative, le vere leve di una comunicazione partecipativa che punta a creare una community di “osservatori” della qualità dell’aria.

Respiriamo circa 20 kg di aria al giorno: una quantità rilevante di sostanze nocive che possiamo evitare se conosciamo la composizione in tempo reale di ciò che respiriamo” spiega Pozzoni- “Lo scopo del nostro micro dispositivo indossabile è la creazione di una comunità allargata di osservatori mobili per generare, attraverso un importante progetto di comunicazione, un fronte attivo contro gli ormai riconosciuti e pericolosi danni dell’inquinamento atmosferico sulla nostra salute”.(30Science.com)

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