Anche il guru di Obama alla inaugurazione dei corsi in Scienze Politiche della Tuscia

12 Nov, 2021
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(30Science.com) – Roma, 12 nov. – E’ intervenuto, in collegamento video da New York, Michael Slaby, Chief Technology Officer di Barack Obama durante la prima campagna elettorale della storia giocata sui social media (2008), alla inaugurazione dell’anno accademico dei corsi di laurea triennale e magistrale in Scienze politiche dell’Università della Tuscia di Viterbo. Slaby dopo aver contributo nel 2012 alla campagna per la rielezione del Presidente democratico, ha continuato a occuparsi del rapporto tra politica e media digitali. Attualmente Slaby si occupa di progettare sistemi di comunicazione in armonia con i valori della cultura democratica e al servizio dell’interesse comune.

La Lectio Magistralis di Mr. Slaby, dal titolo Elections Campaigns, Political Communication and the New Media, si è tenuta presso l’Aula Magna del complesso San Carlo a Viterbo. Hanno assistito all’incontro, in presenza e connessi all’evento in streaming, numerosi docenti e oltre 300 studenti. Considerevole la partecipazione dei marescialli della Scuola Sottufficiali dell’Esercito e della Scuola Allievi Marescialli dell’Aeronautica.

Questo evento testimonia la capacità dell’Università della Tuscia– ha detto il rettore Stefano Ubertini- di offrire ai propri studenti un bagaglio culturale di livello internazionale, sempre aggiornato sui mutamenti geopolitici e sulle sfide che un mondo globalizzato e sempre più tecnologico porta con sé”. La professoressa Flaminia Saccà, presidente del corso di laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e organizzatrice dell’evento, ha introdotto la relazione di Slaby e moderato il dibattito.

Tra i temi affrontati da Slaby il tecno-ottimismo e le opportunità di innovazione che hanno caratterizzato la prima campagna elettorale di Obama, nel 2008, e il cambiamento di prospettiva rappresentato da un modello di comunicazione orizzontale, capace di connettere reti che prima erano solo frammentate. Con il passare del tempo, ha ricordato Michael Slaby, è stato sempre più evidente come le logiche degli algoritmi, del cloud computing e della data science avrebbero posto delle sfide inedite alle nostre democrazie, alimentando confirmation bias ed echo chambers. Per questo è oggi necessario avviare una discussione pubblica, che coinvolga legislatori, imprese, media e società civile, su come ripensare e riorganizzare l’enorme potenziale di connettività garantito dalle tecnologie di nuova generazione.

I lavori sono proseguiti con la tavola rotonda “Nuovi media e linguaggi della politica: stili di leadership e parole d’odio”. Introdotta dal professor Giacomo Branca, presidente del corso di laurea in Scienze della Politica, della Sicurezza Internazionale e della Comunicazione Pubblica, la sessione ha visto gli interventi delle professoresse Flaminia Saccà e Raffaella Petrilli. Le docenti hanno presentato due innovativi progetti di ricerca che hanno visto l’Università della Tuscia impegnata nell’analisi delle nuove forme delle comunicazione politica e dei suoi linguaggi.

La prof.ssa Saccà, nella sua relazione “Culture politiche e leadership nell’era digitale”, ha presentato i risultati di una ricerca dedicata all’analisi delle strategie di storytelling che hanno caratterizzato i principali leader politici impegnati nella campagna elettorale del 2018. Il volume che raccoglie i dati della ricerca, edito da FrancoAngeli, può essere gratuitamente scaricato all’indirizzo https://t.ly/Qh2o. La giornata di lavori si è chiusa con l’intervento della prof.ssa Petrilli che nella sua relazione “Hate speech. L’odio nel discorso politico” ha descritto un’originale ricerca interdisciplinare che sta impegnando l’università nell’innovativo progetto di individuare la struttura linguistica distintiva del linguaggio d’odio a partire dall’analisi di un imponente corpus di testi prodotti sui social da 72 leader politici. (30Science-com)

 

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