Salute: Workclimate per le previsioni del rischio caldo per i lavoratori esposti

Alessandro Berlingeri
30 Set, 2021
In evidenza | News | Salute | Transizione ecologica

(30Science.com) – Roma, 30 set. – Analizzare l’impatto dello stress termico ambientale sulla salute e produttività dei lavoratori, sviluppare strategie di intervento e un sistema integrato di allerta meteo-climatica ed epidemiologica per vari ambiti occupazionali è l’obiettivo del progetto Worklimate. A svilupparlo è una collaborazione tra l’Istituto per la BioEconomia (IBE) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’INAIL, l’azienda USL Toscana, il Dipartimento di Epidemiologia, Servizio Sanitario Regionale Lazio\ASL Roma 1 (DIPEPI) ed il consorzio LaMMA.

Credit: Worklimate.

Secondo recenti stime, circa il 30% della popolazione mondiale è attualmente esposta a condizioni di caldo particolarmente critiche per la salute per almeno 20 giorni all’anno e tale percentuale è destinata ad aumentare nei prossimi anni anche se le emissioni di gas serra tenderanno a ridursi. I lavoratori, in particolare quelli che trascorrono la maggior parte delle loro attività all’aperto, settore agricolo e delle costruzioni in primis, sono tra i soggetti più esposti agli effetti del caldo e in generale a tutti i fenomeni atmosferici.

Credit: Worklimate.

Ne ha parlato a 30Science.com, Marco Morabito dell’Istituto per la BioEconomia (IBE) del CNR e responsabile scientifico del progetto Worklimate: “L’obiettivo fondamentale del progetto è quello di fornire un contributo che possa servire come strategia di adattamento al cambiamento climatico e, in particolare, al riscaldamento globale. Si tratta di strategie su cui occorre lavorare sempre di più e che risultano necessarie in un periodo in cui ogni anno raggiungiamo dei nuovi record di temperatura. Dopotutto, proprio durante questa estate, è stata riscontrata nel siracusano la temperatura più alta mai registrata a livello europeo di 48,8 °C. Progetti di questo tipo sono fondamentali proprio perché dobbiamo imparare a contrastare queste situazioni, ad adattarci e a conviverci.

Per fare questo, il progetto punta ad approfondire, attraverso la banca dati degli infortuni dell’INAIL, le conoscenze sull’effetto delle condizioni di stress termico ambientale, in particolare del caldo, sui lavoratori, con un’attenzione specifica alla stima dei costi sociali degli infortuni sul lavoro.

Credit: Worklimate.

L’aspetto occupazionale è un topic di grande interesse per proteggere i lavoratori, che sono i primi attori sul campo e che devono lavorare in queste condizioni”, ha dichiarato Marco Morabito. “Occorre trovare delle strategie per riuscire a lavorare in sicurezza, quindi anche strategie tecnologiche e la possibilità di poter consultare delle previsioni personalizzate dedicate al settore occupazionale. Un settore ovviamente legato agli aspetti produttivi ed economici, dove naturalmente lavorare meno porta a produrre meno ed avere più infortuni vuol dire avere un forte impatto sulla produttività. L’argomento è di grande interesse proprio per questi aspetti ed è indirizzato soprattutto a fornire degli strumenti che sono delle strategie di adattamento all’aumento delle temperature.

Credit: Worklimate.

Oggi, 30 settembre, si è tenuto il convegno dedicato al progetto Worklimate, con l’obiettivo di fare il punto su quanto realizzato nei primi 15 mesi di attività (il progetto terminerà alla fine del 2022). L’evento si è svolto in forma mista: alla modalità online è affiancata una ristretta componente in presenza dalla sede del Consorzio LaMMA presso il CNR di Sesto Fiorentino (FI). L’evento è stato trasmesso in streaming sul canale YouTube del LaMMA e condiviso dai canali social del progetto. Worklimate, avviato nel giugno 2020, è stato finanziato nell’ambito dei Bandi BRIC di INAIL (Bando Ricerca In Collaborazione).

I primi risultati operativi sono già disponibili online per tutti gli utenti, mentre una seconda parte, maggiormente approfondita, sarà rilasciata la prossima estate tramite una web app che permetterà una personalizzazione totale del rischio caldo”, ha continuato Morabito. “Già da questa estate i risultati si sono trasformati in ordinanze in alcune regioni del Sud Italia, proprio basate sulle informazioni fornite dal progetto Worklimate.

Credit: Worklimate.

Inoltre, è stato sviluppato e diffuso il questionario ‘Indagine Rischio Caldo e Lavoro 2021’. “Si tratta di un’indagine che stiamo portando avanti sulla percezione del rischio, cioè sulla conoscenza che hanno gli stessi lavoratori su come gestire l’emergenza caldo; quindi, anche sulle abitudini che hanno per contrastarlo e che stiamo raccogliendo in vari ambiti occupazionali”, ha detto Morabito. “Questi risultati saranno utili per ulteriori approfondimenti ed indagini finalizzate a pubblicazioni sulle riviste scientifiche di settore.” (30Science.com)

Adoravo parlare di Fantascienza con mia madre prima di dormire e tirar fuori strane teorie anziché ascoltare le favole della buonanotte. La conseguenza? Una laurea in Fisica all’Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" con una tesi sui “Metodi per la Ricerca di Pianeti Extrasolari”. Mi dedico dal 2008 alla Divulgazione Scientifica ovunque sia possibile, nelle scuole, in grandi eventi pubblici, in musei, in grandi strutture scientifiche di Roma, radio, televisione, internet.. ovunque! Ho affiancato il tutto alle mie passioni di tutta una vita: il nuoto, la musica, il cinema ed ogni sfaccettatura nerd che si possa immaginare.
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