COVAX: previsto nel 2021 accesso a 1,425 miliardi di dosi di vaccino

9 Set, 2021
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(30Science.com) – Roma, 9 sett. – “La situazione globale dell’accesso ai vaccini contro il COVID-19 è inaccettabile. Solo il 20% delle persone nei paesi a reddito basso e medio basso ha ricevuto una prima dose di vaccino rispetto all’80% nei paesi a reddito alto e medio alto“. Sono i dati resi noti oggi in una nota diffusa dall’Unicef.

Secondo l’ultima previsione di fornitura, il programma per la raccolta delle donazioni per la vaccinazione COVAX prevede di avere accesso a 1,425 miliardi di dosi di vaccino nel 2021, nello scenario più probabile e in assenza di un’azione urgente da parte dei produttori e dei paesi ad alta copertura per dare la priorità a COVAX. Di queste dosi, circa 1,2 miliardi saranno disponibili per le economie a basso reddito che partecipano al COVAX Advance Market Commitment (AMC). Sono abbastanza per proteggere il 20% della popolazione o il 40% di tutti gli adulti, in tutte le 92 economie che partecipano all’AMC, ad eccezione dell’India.

Oltre 200 milioni di dosi saranno destinate ai partecipanti che si auto finanziano. Si stima che il traguardo di COVAX di 2 miliardi di dosi disponibili per la distribuzione verrà raggiunto nel primo trimestre del 2022.  Oltre a lavorare duramente con i governi partecipanti per assicurare che ci siano le condizioni sul campo per facilitare un’efficace distribuzione dei vaccini, COVAX e i suoi partner fanno appello ai donatori e ai produttori affinché riprendano il loro sostegno e prevengano ulteriori ritardi nell’accesso equo garantendo che i produttori forniscano le consegne a COVAX secondo impegni precisi e garantiscano trasparenza circa i tempi di disponibilità per permettere ai paesi di pianificare con anticipo.

Laddove i paesi siano più avanti rispetto a COVAX nella lista d’attesa dei produttori e abbiano già raggiunto un’alta copertura, cedano il loro posto a COVAX in modo che i suoi partecipanti possano accedere alle dosi già assicurate tramite contratti di fornitura e consegnare i vaccini dove sono più necessari. Espandere, accelerare e sistematizzare le donazioni di dosi dai paesi che sono già a buon punto nei loro programmi di vaccinazione. Questo include assicurare che le dosi siano disponibili in volumi più grandi e prevedibili, con una durata di conservazione più lunga – riducendo l’onere per i paesi che cercano di prepararsi per le consegne. Mentre la pandemia di COVID-19 continua a mietere vittime, distruggere mezzi di sussistenza e bloccare la ripresa economica, continuiamo a sottolineare che nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro. C’è solo un modo per porre fine alla pandemia e prevenire l’emergere di nuove e ostinate varianti, e questo è lavorare insieme”. (30Science.com)

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