Ambiente: Fenu (CONAF), Sardegna, sarà fondamentale investire su ripresa e prevenzione

27 Lug, 2021
Valentina Di Paola
In evidenza | News | Transizione ecologica

(30Science.com) – Roma, 27 lug. – “La speranza di riprendere le attività agropastorali dei comuni interessati dagli incendi è strettamente legata alla tempestività degli interventi da parte della Regione, che dovranno essere immediati e mirati”. Lo sottolinea all’AGI Corrado Fenu, del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (CONAF), agronomo di Oristano e coordinatore del Dipartimento Sviluppo sostenibile dei sistemi produttivi vegetali, zootecnici e delle agroenergie.

Pare che la situazione sia attualmente sotto controllo – riporta l’esperto – si procede ora con la bonifica delle zone, nella speranza che non si risollevi il vento, che porterebbe a difficoltà assolutamente ingestibili. Gli ultimi aggiornamenti riferiscono che alcuni focolai sono ripartiti, anche se sembrano circoscritti. Questo è dovuto alla presenza di specie arboree che continuano a bruciare per diverse ore, a volte anche giorni“.

Credit: Marco_Pomella, Pixabay.

L’agronomo precisa che la presenza di forti venti potrebbe alimentare ulteriormente le fiamme, per cui gli esperti sperano che non si verifichino le condizioni tali da favorire la ripresa delle fiamme. “Per adesso, si parla di circa 15-20 mila ettari di superficie coinvolta. Il patrimonio olivicolo di Cuglieri ha subito danni per oltre il 90 per cento degli esemplari, circa 125 mila piante sono bruciate. Qualcosa verrà recuperato, sappiamo che gli olivi sono piante resilienti, ma sarà davvero complicato tornare ai livelli produttivi delle coltivazioni di pochi giorni fa. Anche il patrimonio urbanistico dell’area ha subito ingenti danni, si pensi che nei vari comuni sono bruciati anche uffici, abitazioni e stabilimenti produttivi. Le superfici interessate dagli incendi superano il 90 per cento della totalità di estensione del comune”.

Queste zone – continua – si basavano per la maggior parte sul settore agropastorale, gestito ancora in maniera piuttosto tradizionale. Temo che molte aziende dovranno affrontare difficoltà insormontabili, molte rischiano di chiudere definitivamente, per questo ci auspichiamo che la Regione possa intervenire immediatamente”.

Per quanto riguarda l’azione di contrasto – spiega ancora Fenu – possiamo distinguere il fronte aereo e quello a terra. Del primo fanno parte gli elicotteri e i canadair, che però possono operare solo in condizioni di visibilità adeguate, perché volano a vista e non attraverso linee aeree, per cui il rischio di incidenti diventa elevato se si mobilitano numerosi velivoli. Altrettanto importante è poi l’azione da terra, il cui coordinamento è affidato alla Protezione Civile, mentre l’Agenzia Forestas, che si occupa di boschi e forestazione a livello locale, guida le operazioni di spegnimento insieme al corpo forestale”.

L’esperto precisa che è fondamentale, in questa ottica, un coordinamento efficace delle operazioni. A volte è necessario eliminare la vegetazione per far sì che le fiamme si plachino. “Da ultimo, ma non per importanza – sottolinea Fenu – dobbiamo enfatizzare il grande ruolo dei cittadini e dei volontari che si sono adoperati per placare l’incendio. La borgata di San Leonardo, ad esempio, che sorge tra Cuglieri e Lussurgiu, è stata preservata proprio grazie all’intervento di almeno 100 volontari che si sono impegnati come potevano per evitare che le fiamme raggiungessero la zona”.

L’agronomo aggiunge poi che in molte delle aree colpite le zone boschive erano state abbandonate alla normale crescita, senza una gestione razionale, per cui sarà fondamentale investire anche nella prevenzione. “Scarsa pulizia del sottobosco, abbandono e degrado rappresentano la benzina per gli incendi – commenta Fenu – la prevenzione è essenziale in questi comuni, così vicini al bosco, per cui anche i privati devono essere incentivati a prendersi cura dei boschi, che rappresentano entità produttive, e, in quanto tali, generare redditi, per cui è essenziale fare in modo che gli imprenditori e i produttori siano interessati a prendersene cura in modo ottimale”.

L’esperto ricorda poi l’ultimo grande incendio della zona, avvenuto nel 1983, caratterizzato però da una serie di differenze rispetto alle fiamme di questi giorni. “Ora abbiamo mezzi più efficaci – spiega – tecnologie e strumentazioni che possono aiutarci a rendere più funzionali gli interventi. Credo sia necessaria anche la formazione per chi opera in questo settore. In questi giorni sono stati impiegati più di settemila uomini, oltre a moltissimi volontari, che hanno agito per preservare le zone di pregio. Abbiamo dato il massimo, ma è importante sottolineare che l’obiettivo deve essere quello di investire sulla prevenzione, in modo le situazioni non degenerino fino a questo punto”.

Sono state avviate le indagini per ricostruire l’origine della vicenda – conclude Fenu – l’ipotesi più plausibile per adesso riguarda la natura dolosa dell’incendio, ma si pensi che tra sabato e domenica il fronte del fuoco era di circa 10 chilometri, per cui è davvero difficile trovare il punto d’origine. Per adesso abbiamo solo teorie. Ad ogni modo io e la comunità di agronomi stiamo lavorando non solo per quantificare i danni, ma anche per fare in modo che nel prossimo futuro si possa contare su programmazione e pianificazione degli interventi. Noi conosciamo il territorio e le aziende locali, sappiamo di poter contribuire alla ripresa della zona”. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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