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Ricerca Italiana: UniFe, nuovi modelli per lo studio di alzheimer e altre malattie del sistema cognitivo

(30 Gennaio 2023)

(30Science.com) – Roma, 30 gen. – Così distanti dal punto di vista evolutivo, così simili nel modo di pensare. Riguarda le capacità cognitive di pesci e mammiferi l’ultimo studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences dal team di zoologi del Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie dell’Università di Ferrara. I ricercatori hanno studiato il gene bdnf, fondamentale per la cognizione nei mammiferi, dimostrandone l’importanza anche nel pesce zebra, o zebrafish, uno dei vertebrati maggiormente utilizzati come modello per lo studio delle malattie neurologiche. Proprio questo aspetto racchiude uno dei risvolti più interessanti dello studio, che renderebbe gli zebrafish candidati modelli per lo studio di malattie del sistema cognitivo, come l’Alzheimer.

Tyrone Lucon-Xiccato, primo autore dello studio

“La nostra soddisfazione va oltre i risultati ottenuti in questa ricerca. Lo zebrafish è riconosciuto come un nuovo modello chiave per lo studio del sistema nervoso, anche se alcuni ricercatori faticano a svincolarsi dai modelli tradizionali come il topo. Il nostro Dipartimento ha creduto fortemente in questo progetto, fornendo spazi e logistica utili a generare la nostra facility e Unife ha saputo investire sullo zebrafish, supportando per esempio il laboratorio con finanziamenti per acquisto di grandi attrezzature. È con questo tipo di progetti che si conferma la bontà della visione e dei molti anni di lavoro nel nostro Ateneo” commenta il Professor Cristiano Bertolucci del Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie dell’Università di Ferrara e principal investigator dello studio. “Questo progetto nasce dall’ipotesi che esistano moduli cognitivi di base comuni a tutti i vertebrati. L’idea si fonda su dati raccolti in decenni di studi di tipo osservazionale, che fino ad ora non avevano ancora trovato un riscontro di tipo genetico” spiega il Dottor Tyrone Lucon-Xiccato, primo autore dello studio.

Cristiano Bertolucci del Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie dell’Università di Ferrara e principal investigator dello studio

Il team Unife – interdisciplinare e caratterizzato da competenze in biologia evoluzionistica, etologia, psicologia comparata, neuroscienze, e genetica – ha dunque deciso di analizzare il ruolo del gene bdnf nei pesci, già noto per essere fondamentale negli schemi cognitivi dei mammiferi.“Abbiamo osservato come i pesci con livelli più alti del gene bdnf siano in grado di apprendere più velocemente. Parallelamente, abbiamo riscontrato enormi deficit cognitivi in assenza dello stesso gene, generando uno zebrafish mutante privo del gene bdnf. Ciò dimostra che lo stesso meccanismo genetico regola le capacità cognitive nei pesci così come nei mammiferi” sottolinea Lucon-Xiccato. “Bisogna considerare che, a fronte dell’esiguo numero di studi come il nostro, sappiamo ancora ben poco di come la genetica determini le abilità cognitive negli animali, ed è decisamente improbabile che bdnf sia l’unico gene coinvolto. La chiave per questo tipo di studi potrebbe essere il modello zebrafish associato ai dati già acquisiti nei mammiferi” aggiunge il ricercatore. Alla luce di questo potenziale del modello zebrafish il gruppo di ricerca di zoologia dell’Università di Ferrara è stato recentemente inserito in un progetto nazionale finanziato dal MUR chiamato Partenariato Esteso di Neuroscienze e Neurofarmacologia.“Benché il nostro gruppo sia principalmente interessato all’evoluzione del sistema cognitivo, i nostri risultati hanno attirato l’attenzione di ricercatrici e ricercatori di ambito medico. Nell’essere umano infatti variazioni genetiche di bndf sono state associate a diverse malattie del sistema nervoso centrale, tra cui l’alzheimer” sottolinea iLucon-Xiccato.“Questo studio è un punto di partenza: il modello mutante zebrafish richiede analisi più dettagliate. A tal riguardo, il MUR quest’anno ha cofinanziato una borsa di dottorato nell’ambito del progetto PNRR che permetterà ad una giovane ricercatrice Unife di studiare più a fondo gli effetti dell’assenza di bdnf nello zebrafish”. (30Science.com)

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