Valentina Di Paola

I farmaci anti-obesità hanno una serie di effetti per la salute

(20 Gennaio 2025)

Roma – L’uso di agonisti del recettore del Glucagon-Like Peptide 1 (GLP-1RA), progettati per promuovere la perdita di peso, è associato a una serie di effetti, sia positivi che negativi. Ad esaminarli uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, condotto dagli scienziati della Washington University in St. Louis. Il team, guidato da Ziyad Al-Aly, ha valutato i dati di 2,4 milioni di persone. Gli agonisti del Glucagon-Like Peptide 1, spiegano gli esperti, hanno guadagnato notevole popolarità negli ultimi anni, grazie ai loro benefici come trattamento per l’obesità. I ricercatori stanno considerando la loro efficacia nel contrastare anche altre condizioni, come la malattia di Alzheimer, l’osteoartrite e l’apnea notturna. Sono stati segnalati anche alcuni eventi avversi al loro utilizzo, come problemi gastrointestinali o di salute mentale.

Tuttavia, la reale portata di questi farmaci deve essere ancora esplorata. Per colmare le lacune esistenti, gli autori hanno considerato la correlazione tra l’assunzione di farmaci anti-obesità e 175 esiti di salute. Le informazioni raccolte in individui con e senza diabete sono state confrontate con i dati del gruppo di controllo, in cui i partecipanti hanno assunto anti-iperglicemici non-GLP-1RA, medicinali che riducono i livelli di zucchero nel sangue. Stando a quanto emerge dall’indagine, le persone che avevano utilizzato GLP-1RA erano associate a un rischio inferiore di sperimentare disturbi della coagulazione e cardiometabolici, tra cui trombosi venosa profonda, embolia polmonare, ictus, arresto cardiaco, insufficienza cardiaca e infarto del miocardio. Allo stesso tempo, questi pazienti sembravano meno inclini a sviluppare disturbi da uso di sostanze, disturbi psicotici, convulsioni, infezioni batteriche e polmonite. Al contrario, queste sostanze sembravano aumentare il pericolo di condizioni gastrointestinali, come nausea e vomito, diverticolite, gastrite e dolore addominale, nonché ipotensione, sincope e artrite. La natura osservazionale del lavoro, commentano gli autori, non permette di dimostrare il nesso di causalità, ma questi risultati contribuiscono a caratterizzare gli effetti generali sulla salute legati ai farmaci anti-obesità. Saranno necessari ulteriori approfondimenti, concludono gli autori, in coorti più ampie e diversificate. (30Science.com)

 

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).