Valentina Arcovio

Ordine medici Milano, no a visite nei negozi ottica o chiameremo polizia

(22 Luglio 2024)

Roma – No alle visite nei negozi di ottica, altrimenti chiameremo la polizia. Questa è, in estrema sintesi, la posizione dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Milano, a seguito di un Consiglio convocato oggi d’urgenza. “Offriamo non solo tutta la nostra solidarietà ai medici oculisti, dopo aver letto la loro lettera in cui si contesta – giustamente – il contenuto delle proposte presentate in consiglio – scrive in una nota l’Omceo di Milano – ma anche supporto legale e costituendosi parte civile. Su questo l’Ordine dei Medici non farà sconti a nessuno, bloccando le attività illegali e chiamando le forze dell’ordine”. Spiega il presidente Roberto Carlo Rossi: “Ciò che preoccupa è che dei consiglieri regionali abbiano votato degli ordini del giorno senza nemmeno porsi il problema di cosa stavano facendo. Come si può far votare documenti nei quali si afferma che visto che ci sono delle liste d’attesa, la visita oculistica la può fare l’ottico? È come scrivere che siccome ci sono pochi professori, le lezioni possono farle anche i bidelli. In cui siccome ci sono pochi piloti di aerei, li potranno pilotare anche gli addetti ai bagagli dell’aeroporto, magari dopo un corso nel fine settimana”. Il contendere è la gestione delle liste d’attesa, questa volta in campo oculistico. Sono cioè passati due ordini del giorno, presentati da due componenti della maggioranza, che prevedono, in vario modo e con varie modalità, che all’interno dei negozi di ottica, nelle farmacie dei servizi, che gli ottici e gli optometristi (che non sono medici) possano fare visite oculistiche. “Premesso che gli ordini del giorno sono ormai diventati ‘oro farlocco’ utili solo a dimostrare che i consiglieri fanno qualcosa, questa volta si è veramente passato il segno”, precisa Rossi. “Va bene essere disinvolti, ma mettere addirittura nero su bianco che si deve commettere un reato e che si impegna la Giunta a valutare di fare una DGR che consente di commettere dei reati è gravissimo, è una proposta di una superficialità disarmante, che viola il codice penale, che mette nelle condizioni dei tecnici a compiere un atto medico, dunque una attività illegale. Non si può sentire”, aggiunge. “Non dimentichiamoci inoltre – conclude Danilo Mazzacane (oculista e referente della medicina area strategica del territorio per l’OMCeOMI) – che, come Ordine, tuteliamo prima di tutto la salute dei cittadini, non tanto le categorie in sé. In questo caso le due cose vanno più a braccetto che mai”.(30Science.com)

Valentina Arcovio